24.000 scuole a rischio idrogeologico

di Giulia Boffa
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GB – Il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili Paolo Buzzetti in un’audizione alla commissione Cultura della Camera il 18 settembre ha denunciato che oltre 24.000 sono state costruite in aree a elevato rischio sismico e circa 6.250 sorgono in aree a forte rischio idrogeologico ed ha chiesto “un deciso cambio di rotta”.
Secondo le stime dell’Ance “molte risorse rimangono ancora da attivare: circa 1,2 dei 2,3 miliardi, il 53%, stanziati nel 2004-2012, cui si aggiungono 1,3 miliardi stanziati nel 2013 (450 milioni nel dl Fare e 850 milioni nel dl Istruzione)”.

GB – Il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili Paolo Buzzetti in un’audizione alla commissione Cultura della Camera il 18 settembre ha denunciato che oltre 24.000 sono state costruite in aree a elevato rischio sismico e circa 6.250 sorgono in aree a forte rischio idrogeologico ed ha chiesto “un deciso cambio di rotta”.
Secondo le stime dell’Ance “molte risorse rimangono ancora da attivare: circa 1,2 dei 2,3 miliardi, il 53%, stanziati nel 2004-2012, cui si aggiungono 1,3 miliardi stanziati nel 2013 (450 milioni nel dl Fare e 850 milioni nel dl Istruzione)”.

Buzzetti ha spiegato che “pur in assenza dell’anagrafe ministeriale, lo stato degli edifici scolastici del nostro Paese emerge in modo preoccupante da un recente rapporto Ance-Cresme sulla situazione degli edifici strategici nazionali in relazione allo stato del territorio italiano”, sottolineando che “questa situazione è il risultato più eclatante della mancanza di una politica di manutenzione del Paese e del progressivo disimpegno dello Stato nella realizzazione di interventi, come quelli di messa in sicurezza delle scuole e di mitigazione del rischio idrogeologico, in grado di garantire la qualità della vita dei cittadini”.

Ha affermato inoltre che “a questa mancanza di visione e alla pesante riduzione delle risorse da destinare alla sicurezza, si è aggiunta la scarsa capacità di attuazione dei programmi finanziati”, spiegando che “ad oggi lo Stato ha previsto diversi programmi di investimento per la riqualificazione degli edifici scolastici, che prevedono otto diverse fonti di finanziamento e 12 procedure attuative”.

Secondo Buzzetti “è necessario avviare un piano massiccio che preveda tre grandi filoni di intervento: la costruzione di nuove scuole, in sostituzione di quelle obsolete, stimate in circa 15 mila unità (un terzo del patrimonio esistente); la messa in sicurezza degli edifici esistenti; la riqualificazione energetica e gli adeguamenti funzionali di tali edifici”.

“L’Ance ritiene che l’avvio di un consistente programma di riqualificazione degli edifici scolastici debba rappresentare un elemento centrale di un più ampio programma prioritario di investimenti infrastrutturali, da definire già nell’ambito della prossima legge di stabilità”.

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