24 ore, weekend di fuoco: Docenti protestano, Rossi Doria promette “nessun taglio agli organici” e cerca un’alternativa. Bersani: così com’è non votiamo

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red – Tra sabato e domenica il mondo della scuola non ha riposato. La proposta di aumento delle ore lavorative nel decreto stabilità ha messo in subbuglio partiti e sindacati. Ieri iniziative di protesta, affermazioni di apertura da parte del sottosegretario Doria e prese di posizione da parte dei partiti.

red – Tra sabato e domenica il mondo della scuola non ha riposato. La proposta di aumento delle ore lavorative nel decreto stabilità ha messo in subbuglio partiti e sindacati. Ieri iniziative di protesta, affermazioni di apertura da parte del sottosegretario Doria e prese di posizione da parte dei partiti.

Intanto, partiamo dalle proteste. Ieri, contro il DDL stabilità si è svolto un flash mob, una forma di protesta che ha fatto capolino da pochi anni in Italia e che in quest’occasione ha visto un centinaio di docenti della scuola secondaria manifestare davanti al Ministero contro l’aumento delle 24 ore. I flash mob sono forme di mobilitazione istantanea, spesso apartitici e asindacali.

Ieri, il sottosegretario Rossi Doria ha rilasciato delle importanti dichiarazioni al quotidiano "La Repubblica". "Stiamo cercando un’altra soluzione" ha detto. Ma soprattutto ha ammesso che un così importante cambiamento non può che essere frutto di una scelta condivisa attraverso un "confronto culturale, sindacale e pedagogico", che sarà possibile non prima del 2015.

Un messaggio che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai docenti e che mette una ipoteca, sebbene non ancora definitiva, sulla realizzabilità dell’aumento delle ore lavorative. Questo mentre sul Sole24Ore veniva data la notizia di una possibile modifica del provvedimento con aumento delle ore a 20-21 e non più a 24. Specificando comunque che Pd e Udc restavano fermi nella cancellazione della misura.

Ed ecco Bersani: "Voglio dirlo con chiarezza: noi non saremo in grado di votare così come sono le norme sulla scuola, sono norme al di fuori di ogni contesto di riflessione sull’organizzazione scolastica e finirebbero per dare un colpo ulteriore alla qualità dell’offerta formativa".

Insomma, un weekend caldo che anticipa una settimana bollente. Restate connessi

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