24 ore, salterebbero 7mila spezzoni alle medie e 13 mila alle superiori. Un taglio da 265milioni di euro

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red – Parliamo della legge di stabilità e degli obiettivi di risparmio del Governo aumentando le ore lavorative, senza retribuzione, dei docenti da 18 a 24. Il taglio riguarderebbe non soltanto gli spezzoni retribuiti generalmente coperti dai docenti di ruolo, ma anche quelli coperti dalle supplenze.

red – Parliamo della legge di stabilità e degli obiettivi di risparmio del Governo aumentando le ore lavorative, senza retribuzione, dei docenti da 18 a 24. Il taglio riguarderebbe non soltanto gli spezzoni retribuiti generalmente coperti dai docenti di ruolo, ma anche quelli coperti dalle supplenze.

Il calcolo è stato effettuato dalla Banca d’Italia ed è presente nella relazione tecnica che accompagna il decreto di stabilità, già analizzato dalla nostra redazione.

Secondo i calcoli forniti a supporto dell’estensione dell’orario lavorativo, gli spezzoni di orario coinvolti sarebbero 20.000 (7mila spezzoni alle medie e 13 mila alle superiori).

Con l’estensione delle ore lavorative salterebbe la retribuzione degli spezzoni attualmente coperti dai docenti che volontariamente lavorano oltre le 18 ore. Secondo la Banca d’italia questi spezzoni costano allo Stato 129 milioni di euro. A questi bisogna aggiungere gli spezzoni coperti dalle supplenze.

Il valore complessivo dei risparmi provenienti dll’aumento a 24 ore dell’orario lavorativo, senza retribuzione, è calcolato in 265milioni di euro nel 2014

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