2019, Anief rappresentativo. Operazione verità su organici, contratti, posti sostegno

di redazione
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Con l’inizio del 2019 l’Aran certificherà finalmente i risultati del rinnovo delle elezioni della rappresentanza sindacale nella scuola, svolte il 17, 18 e 19 aprile scorsi: alla luce di quei risultati, per la prima volta al tavolo delle contrattazioni nazionali si siederà anche l’Anief.

Intervista al presidente Marcello Pacifico
Per trent’anni, nessuno è riuscito a diventare rappresentativo nella scuola, un settore che copre quasi la metà di tutto il pubblico impiego. Il divieto di assemblee in orario di servizio ha pesato molto, ma fortunatamente alla terza tornata elettorale dalla sua fondazione, Anief ha raggiunto il risultato e rotto il monopolio.
D. E ora cosa succederà?
Succederà che in tutti i tavoli contrattuali nazionali, regionali, d’istituto Anief invierà i propri rappresentanti per far sentire quell’anelito di giustizia che già è stato attestato dall’opinione pubblica, è stato oggetto del successo elettorale e ora vuole trovare concretezza in un nuovo modo di fare relazioni sindacali.
D. In che senso?
Il rispetto del lavoro e dei ruoli dell’insegnante, dell’educatore, dell’ata, del ricercatore deve essere assunto come base di partenza di ogni discorso insieme a una ridefinizione di organici, figure, professionalità e istituti.
D. In quali settore pensate d’intervenire, nell’immediato?
Inizialmente, partiremo dai luoghi di lavoro organizzando assemblee sindacali in ogni comune, per ascoltare i problemi che si presentano nelle scuole e per pensare soluzioni condivise. Quindi solleciteremo i nostri terminali associativi –  che stiamo continuando a reclutare – le RSU, a portare avanti un’operazione verità su organici, contratti e posti di sostegno
D. Operazione verità? 
Si, vogliamo sapere in ognuna delle 8 mila scuole se sono rispettati i criteri di formazione delle classi e accertare quali siano i posti vacanti in organico,  se sono stati assegnati tutti i posti di sostegno richiesti dai dirigenti scolastici o segnalati dalle équipes mediche, se tutti i precari ricevono lo stesso trattamento economico del personale di ruolo, se i supplenti brevi prendono l’assegno relativo al salario accessorio, se il personale di ruolo ha ottenuto il risarcimento per l’abuso dei contratti a termine e se i neo-immessi in ruolo sono stati discriminati sulla progressione di carriera.
Vogliamo fare una grande inchiesta che partirà dalla storia delle persone, dei lavoratori, dei professionisti dell’educazione. Ricominciamo a fare sindacato, lasciando tanto spazio dopo l’informazione all’ascolto e alla consultazione. Ci siamo distinti per aver aperto la grande stagione dei ricorsi nel mondo della scuola, oggi i legali degli altri sindacati fanno gli stessi nostri contenziosi citando in giudizio i propri sindacati firmatari delle norme contestate. Con la rappresentatività cercheremo di far ascoltare le nostre ragioni ai tavoli.
D. Sarà una sfida enorme, sarete in grado?
Fortunatamente Anief è cresciuta in questi anni anche in termini di collaboratori e legali. Vogliamo ripartire dai docenti e Ata che ogni giorno vivono nelle scuole e con loro costruire anche la nuova piattaforma per il rinnovo del contratto, perché a differenza di altri Paesi europei in Italia non vige l’obbligo della ratifica dei lavoratori di ogni eventuale proposta che li riguardi.
D. Nel 2019, infatti, dopo l’approvazione della legge di stabilità, si aprirà la nuova contrattazione. 
Avete già dei punti fermi da cui partire?
Certamente, dall’adeguamento degli stipendi all’inflazione alla parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, e tra neo-assunti prima e dopo il 2011 (gradoni) ma anche prima e dopo il 1999 in tema di liquidazione (TFS-TFR). Per non parlare della mobilità, dove bisognerà modificare la norma per consentire il rientro dei docenti esiliati e immobilizzati e favorire il conseguimento di diverse abilitazioni per i passaggi di ruolo. Ma bisognerà anche ripartire dalla gestione del precariato che ha assunto limiti non più sopportabili. Qui, dobbiamo chiedere a tutti gli altri sindacati di scegliere se abbandonare i precari a loro stessi o ai ricorsi o ancora accompagnarli nei ruoli con riapertura delle Gae e del doppio canale di reclutamento con una soluzione appropriata anche per i precari non abilitati, gli ata e gli educatori. Proprio sugli ata è indispensabile una revisione dei profili e la riapertura dei passaggi verticali con l’attivazione di tutti i vecchi profili già individuati (As e C). Queste sono soltanto alcune delle priorità a cui si aggiungono i problemi relativi agli organici falsificati, ai posti di sostegno in deroga non attribuiti e comunque mai stabilizzati, il 43% del totale. E che dire del potenziamento, figura che dovrebbe essere al centro della scuola autonoma e invece utilizzata per lo più come tappabuchi. Sono tante le urgenze, le affronteremo una alla volta, tavolo dopo tavolo, con la serietà e l’onestà che ha sempre contraddistinto la nostra azione. Cercheremo sempre di studiare, si gubernare populos in studium velle, ripeteva Federico II a Corrado IV. E la scuola non può essere governata senza un continuo scambio di idee, di ipotesi, di soluzioni.
D. In bocca al lupo, presidente, per questa nuova avventura.
Un augurio a tutti i lettori di Os per un 2019 più aperto all’ascolto, al confronto, alla partecipazione perché la scuola vera la costruiscono quei lavoratori che ogni giorno stanno tra i banchi e le aule e non vengono più ascoltati né dalla politica né dal sindacato.
Noi vogliamo coinvolgerli di nuovo per riscoprire il ruolo di magistri vitae. 
 con il nuovo anno sia apra finalmente quella stagione per cui ci siamo battuti e continuiamo a impegnarmi che mi #perunascuolagiusta
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