200mila cattedre scoperte, pure quest’anno le nomine saranno un flop. Pacifico (Anief): bastava aprire ai precari delle Gps

“Sulle assunzioni a tempo indeterminato del personale docente non ci siamo: avere lasciato fuori i precari abilitati e con anni di supplenze è una decisione autolesionista che fa male alla scuola e ai suoi studenti che anche quest’anno avranno 200mila supplenti annuali”: a dirlo è oggi Marcello Pacifico, commentando la decisione del ministero dell’Istruzione di assumere da prima fascia Gps solo utilizzando le graduatorie del sostegno e dei parlamentare di seguire la linea conservatrice del Governo, bocciando la proposta Anief del doppio canale di reclutamento, rimasto fuori dal maxi-emendamento della Commissione Bilancio al decreto legge 36 approvato dall’Aula del Senato.

“L’anno scorso – dice Marcello Pacifico – questa modalità ha prodotto la mancata assegnazione della metà dei posti assegnati al ruolo e autorizzati dal Mef; gli anni precedenti andò ancora peggio. Nel 2021, degli 11.997 assunti da GPS quasi tutti erano docenti di sostegno. Quest’anno, alla luce delle modifiche delle norme sulla mobilità e alla riattivazione della Call veloce, si poteva sanare questo errore includendo tra coloro che hanno diritto alle immissioni in ruolo anche gli insegnanti curricolari, su disciplina comune, inseriti nella prima fascia”.

“Come risulta incomprensibile – continua il sindacalista Anief – avere scartato a priori un’altra soluzione concreta e immediata: la stabilizzazione dei docenti precari inseriti in seconda fascia Gps, nei casi in cui da Gae e prima fascia risultassero esaurite le candidature. È appurato che il Ministro non vuole risolvere il problema della supplentite, evidentemente funzionale alle casse dello Stato. Anche perché che senso ha continuare anche a licenziare maestre con diploma magistrale, dopo che hanno anche superato l’anno di prova, salvo riassumerle come precarie a settembre con gli stessi alunni? La verità è che abbiamo a che fare con una politica ipocrita, che non sa gestire il precariato scolastico e si dimostra sempre più miope nelle scelte. Oramai – conclude Pacifico – siamo alla colpevole approssimazione. Per questi motivi, il contenzioso continuerà e lo Stato sarà processato dall’Europa”.