Tra 2007 e 2012 tagliati 10,9% posti a scuola (docenti -9%), il 25% erano precari. Sud docenti di ruolo -18%

di
ipsef

red – I dati sono forniti dalla Fondazione Agnelli, su dati statistici del MIUR. Il periodo più intensivo, relativamente ai tagli, è stato il triennio Gelmini-Tremonti. Così, nel periodo in considerazione, il personale della scuola statale (insegnanti e Ata) è diminuito del 10,9%, una percentuale quasi doppia della media del pubblico impiego, che nello stesso periodo ha visto nel suo insieme una contrazione del 5,6%.

red – I dati sono forniti dalla Fondazione Agnelli, su dati statistici del MIUR. Il periodo più intensivo, relativamente ai tagli, è stato il triennio Gelmini-Tremonti. Così, nel periodo in considerazione, il personale della scuola statale (insegnanti e Ata) è diminuito del 10,9%, una percentuale quasi doppia della media del pubblico impiego, che nello stesso periodo ha visto nel suo insieme una contrazione del 5,6%.

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Per quanto riguarda i docenti: mentre la popolazione studentesca aumentava, i docenti sono passati da 843mila a 766mila (-9%).

Per gli alunni utilizziamo un grafico della FLCGIL

La riduzione dei docenti ha riguardato tutti i gradi scolastici ed in particolare i precari che nel periodo in considerazione hanno avuto un calo del 25%, mentre i docenti di ruolo del 6%. Si salvano le maestre della scuola dell’infanzia e i docenti di sostegno (+13%)

Il personale docente, nel complesso, è passato da 843mila unità a 766mila (-9%)

Il taglio non ha riguardato tutte le Regioni in modo equo. Infatti,  in molte province del Sud si è registrata una diminuzioni dei docenti di ruolo fino al 18%. Il che significa che non si è dato seguito ad un ricambio del turn over dovuto ai pensionamento, con meno immissioni in ruolo. Il fenomeno si è verificato soprattutto nel triennio 2008-11, come  previsto effetto delle misure volute dai ministri Gelmini e Tremonti con la legge 133/2008.

I grafici forniti dalla Fondazione Agnelli


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