200 mln per il merito. Risorse da Legge stabilità, non dal fondo d’istituto, risparmiando sulle assunzioni. I conti

di Anselmo Penna
ipsef

Da dove proverranno i 200mln di euro che sono stati promessi nella riforma per potenziare il merito. A darne indicazione lo stesso Primo Ministro durante la conferenza stampa di presentazione del DDL di riforma.

Da dove proverranno i 200mln di euro che sono stati promessi nella riforma per potenziare il merito. A darne indicazione lo stesso Primo Ministro durante la conferenza stampa di presentazione del DDL di riforma.

I solti stanziati nella legge di stabilità, 1 mld da quest'anno e 3 a regime dal prossimo, non serviranno soltanto per le assunzioni, come riportano alcuni siti web. Sarà finanziata l'alternanza scuola-lavoro, la formazione dei docenti e il merito per iniziare.

L'origine dei fondi per il merito sarà la legge di stabilità. Parliamo di 200mln di euro che saranno divisi equamente tra le scuole in base alla dotazione organica a partire dal 2016 con il solo scopo di premiare i docenti meritevoli. I criteri guarderanno a vari fattori, nel testo leggiamo che saranno assegnati "sulla base della valutazione dell’attività didattica in ragione dei risultati ottenuti in termini di qualità dell’insegnamento, di rendimento scolastico degli alunni e degli studenti, di progettualità nella metodologia didattica utilizzata, di innovatività e di contributo al miglioramento complessivo della scuola". Sarà il dirigente, ha affermato Renzi, a scegliere le modalità con le quali dividere i premi, se, ad esempio a singoli docenti, se al team, se ai progetti.

Da dove sono saltati fuori questi soldi?

Sicuramente si è trattato di un passo avanti rispetto alle precedenti proposte sul merito che chiedevano ai docenti di avviare una riforma a costo zero utilizzando le stesse risorse utilizzate per gli scatti di anzianità, adesso bisognerà vedere se il governo sarà disposto ad adeguare gli stipendi bloccati ormai da anni.

Chi ha pagato il sistema meritocratico di Renzi? Sembra chiaro che il risparmio è avvenuto con la diminuzione delle assunzioni, che nelle linee guida "La Buona scuola" erano 148.100. Di questi 14mila sono stati assunti nel 2014 e i restanti (per usare le parole di Renzi) sono "usciti dal radar": tra idonei al concorso e 23 mila insegnanti dell'infanzia, la cifra si attesta su 100mila 701, secondo quanto dichiarato  dal Ministro Giannini. Il risparmio è, quindi, di 47.299 assunzioni, che in soldoni è di circa un miliardo a regime, 200mln dei quali andranno al merito.

Tutto sulla Buona scuola col il testo del DDL

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