2 giugno, per i lavoratori della Scuola va onorata con nuove stabilizzazioni e stipendi da adeguare almeno al costo della vita

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“La Festa della Repubblica si onora combattendo la precarietà e valorizzando il lavoro con stipendi legati all’inflazione, senza più discriminazioni di Stato”, lo dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel giorno della ricorrenza del referendum istituzionale del 1946.

“Abbiamo in Italia 200mila docenti e 50mila Ata supplenti che vanno assorbiti nei ruoli dello Stato ed invece continuano a rimanere precari perché fa troppo comodo a chi gestisce le casse pubbliche tenerli in questo stato. C’è poi il problema degli stipendi di categoria ridotti all’osso e divorati dal costo della vita, e che vanno assolutamente incrementati con un contratto ponte per il triennio 2019/21, per poi concentrarci sul Ccnl attuale anche per migliorare l’organizzazione e le norme di gestione del personale ad iniziare dalla mobilità bloccata – conclude Pacifico – da vincoli ingiusti e anacronistici”.

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