16 paesi dell’Ue riducono o congelano stipendi degli insegnanti. Stipendi italiani fermi al 2000

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red – La categoria degl insegnanti in Europa è la più tartassata, sotto tiro in bene 16 paesi che sono intervenuti sugli stipendi. Ieri, in occasione della giornata mondiale dell’insegnante, un rapporto pubblicato dalla Commissione europea, rivela gli interventi effettuati da diversi stati per affrontare la crisi.

red – La categoria degl insegnanti in Europa è la più tartassata, sotto tiro in bene 16 paesi che sono intervenuti sugli stipendi. Ieri, in occasione della giornata mondiale dell’insegnante, un rapporto pubblicato dalla Commissione europea, rivela gli interventi effettuati da diversi stati per affrontare la crisi.

I docenti più colpiti risiedono in Irlanda, Grecia, Spagna, Portogallo e Slovenia. Gli stipendi degli insegnanti in Bulgaria, a Cipro, in Estonia, Francia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, nel Regno Unito, in Croazia e Liechtenstein hanno subito un leggero calo o sono rimasti invariati.

Gli stipendi sono aumentati, invece, ono aumentati invece in quattro paesi, Repubblica ceca, Polonia, Slovacchia e Islanda, mentre in Romania, dove gli stipendi erano stati decurtati, sono quasi ritornati ai livelli precedenti alla crisi.

Androulla Vassiliou, Commissaria responsabile per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù ha affermato: ”Gli insegnanti svolgono un ruolo fondamentale nella vita dei bambini e dei ragazzi e, come tutti sanno, possono incidere profondamente sul loro futuro”

”La retribuzione e le condizioni di lavoro degli insegnanti dovrebbero costituire una priorita’ assoluta al fine di attirare e trattenere i migliori in questa professione", ha aggiunto. "Ma per attirare gli insegnanti migliori non basta solo la retribuzione: è indispensabile che le aule siano ben attrezzate e che gli insegnanti possano far sentire il loro parere sulla modernizzazione dei programmi di studio e sulle riforme dell’istruzione”.

I casi più eclatanti in Grecia, dove lo stipendio dei prof è stato ridotto del 30% e sono state sospese le gratifiche di natale e pasqua. In Irlanda lo stipendio è stato ridotto del 13% e i docenti nominati dopo il 31 gennaio di quest’anno hanno subito un ulteriore taglio del 20%, e in Spagna, dove, gli stipendi degli insegnanti e di altri dipendenti del settore pubblico sono stati ridotti del 5% circa nel 2010.

In Italia? Se paragonata agli altri stati, i Governi hanno scelto la linea "morbida" per gli stipendi, evitando la decurtazione ma bloccando gli aumenti. Linea morbida che è costata, in compenso, un epocale taglio alle cattedre che ha colpito i docenti precari e creato, in molte classi di concorso, degli esuberi per i docenti di ruolo.

Diverso il discorso se si prende in considerazione il potere d’acquisto degli stipendi dei docenti italiani. In Italia, come in Danimarca, Germania, Olanda, Portogallo, Finlandia, Svezia e Regno Unito, i salari hanno mantenuto lo stesso potere d’acquisto che avevano nel 2000.

Che futuro ci aspetta?

La borsa altalena, lo spred si mantiene a "bassi livelli", ma il Pil è in picchiata e continua l’implosione europea sul debito pubblico.

Decurtazione degli stipendi e taglio della tredicesima sono strade già battute da altri stati, che potrebbero essere adottati anche nel nostro paese in caso di "emergenza".

Per il momento si attende lo sblocco degli scatti stipendiali promessi dal Governo, mentre i sindacati hanno avviato uno stato di agitazione che probabilmente porterà ad uno sciopero generale.

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