150mila assunzioni. Giannini: non assumeremo docenti che si sono formati tanti anni fa. 100mln per l’alternanza

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Detta i criteri il Ministro Giannini sulle 150mila assunzioni previste nella riforma della scuola durante una audizione presso la VII Commissione cultura.

Detta i criteri il Ministro Giannini sulle 150mila assunzioni previste nella riforma della scuola durante una audizione presso la VII Commissione cultura.

Il Ministro ha dato delle indicazioni ai criteri di stesura dei provvedimenti legislativi per l'attuazione della riforma della scuola e delle assunzioni.

"Innanzitutto – afferma il Ministro  – dobbiamo dare alla scuola l'organico dell'autonomia per realizzazione obiettivi didattici ed educativi. Due aspetti che completano la nostra visione dell'istruzione".

Uno dei punti cardine è il piano di assunzione dei docenti di cui "la scuola ha bisogno".

Cosa intende il Ministro per "bisogno"? Quei docenti che permetteranno di:

  1. valorizzare e potenziare alcune competenze degli studenti
  2. valorizzare l'organizzazione e la funzione della comunità scolastica in relazione al territorio (inclusione e integrazione in primis)
  3. potenziare alcune capacità, abilità legate all'educazione alla cittadinanza attiva

"Il piano assunzionale – tiene a precisare la Giannini – non manderà in classe docenti che si sono formati tanti anni fa o che non hanno esperienza".

Innanzitutto si darà priorità alla "selezione disciplinare e tematica sul fabbisogno della scuola italiana".

Le competenze fondamentali, secondo il Ministro, sono quelle delle lettere e degli studi scientifici e matematici, nonché le competenze e gli apprendimenti "classici": l'arte, educazione musicale, fin dalla primaria.

Il piano assunzionale seguirà questo tipo di fabbisogno. "Esso si abbina – ha concluso il Ministro – e si finalizza a dare la possibilità alle scuole di realizzare un proprio curriculum e attivare spazi di flessibilità interna."

"Il piano di assunzioni – ha continuato la Giannini – seguirà questo tipo di fabbisogni. E lo farà con una mappatura precisa considerando che i fabbisogni non sono uguali in tutta Italia e le cattedre scoperte non sono distribuite uniformemente su tutto il territorio nazionale. E dunque nell'assegnare i docenti alle scuole, ma anche a reti di scuole, si terrà conto delle differenze territoriali e di alcune esigenze specifiche".

I nuovi docenti si dovranno occupare anche di orientamento, punto debole della scuola italiana, nonché di alternanza scuola-lavoro, per la quale saranno stanziati a regime 100milioni di euro.

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