150 mila neoassunti, primo scatto nel 2018 ma solo ai più meritevoli. Chi sarà penalizzato?

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Il rischio è che lo stipendio dei 150 mila neoassunti dal 2015 resti al palo per lungo tempo. Vediamo cosa prevede il testo delle Linee guida della riforma.

Il rischio è che lo stipendio dei 150 mila neoassunti dal 2015 resti al palo per lungo tempo. Vediamo cosa prevede il testo delle Linee guida della riforma.

Se tutto andrà come previsto nel dossier "La Buona Scuola" e nella Legge Finanziaria, dal 1° settembre 2015 i docenti delle graduatorie e i vincitori/idonei del concorso 2012 saranno immessi in ruolo su tutti i posti vacanti e per la costituzione del cosiddetto organico funzionale.

Per questi docenti sarà effettuata la ricostruzione di carriera, come abbiamo avuto modo di specificare ieri in un articolo sull'argomento, ma saranno presi in considerazione soltanto gli scatti stipendiali maturati fino al 1 settembre 2015.

Chi riece a raggiungere il servizio utile per il primo scatto stipendiale, bene, ma la domanda che ci siamo posti è: coloro che non riusciranno anche per un solo anno? L'ipotesi più plausibile è che gli anni vengano persi, dato che dal 1 settembre 2015 entrerà in vigore il nuovo sistema basato sui crediti, a meno che, non ci sia una modifica dei gradoni che consentirebbe il raggiungimento del primo aumento stipendiale a 3 e non a 9 anni come adesso (ossia il ripristino dei gradoni ante 2011). Sulla questione il Governo dovrebbe chiarire.

In questo passaggio saranno, dunque, favoriti i docenti precari di lunga data e i giovanissimi senza servizio, mentre coloro che vantano qualche anno di servizio rischiano di ritrovarsi con uno stipendio base almeno fino al 2018 e la "vaporizzazione" della propria esperienza.

Infatti, dopo l'assunzione nel settembre 2015, i docenti assunti potranno partecipare al primo scatto stipendiale basato sui crediti che avverrà nel 2018. Il triennio 2015-18 sarà infatti un periodo di "vacanza" dagli aumenti stipendiali, che servirà (è scritto nero su bianco) a finanziare il nuovo sistema.

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Nel 2018 sarà attribuito uno scatto stipendiale a due docenti su tre, al termine del primo triennio dall'assunzione dei nuovi 150mila docenti e di introduzione del nuovo sistema dei crediti e di valutazione.

Quindi, quasi mezzo milione di docenti, vedrà aumentare lo stipendio di 60 euro netti. Prospettiva sicuramente auspicata da un docente senza servizio pregresso che col vecchio sistema avrebbe dovuto attendere ben 9 anni.

Ma, saltare questo riconoscimento dello scatto stipendiale potrebbe significare, per i precari che  non hanno avuto una ricostruzione di carriera valida per il primo scatto secondo le vecchie regole, di vedere il proprio stipendio bloccato per 6 anni e sperare che alla prossima tornata, tra ulteriori tre anni, nel 2021 si riesca a rientrare nei due terzi dei docenti "meritevoli".

Le nuove regole

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