12 film per scuotere le coscienze degli studenti: le proposte di Keaton per le Giornate Mondiali

di redazione

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Messaggio sponsorizzato – Ogni film è una domanda aperta sul presente e sulla nostra storia, un appello e una possibile chiave interpretativa. In occasione delle prossime ricorrenze del 10 dicembre, Giornata Mondiale dei Diritti Umani, 18 dicembre, Giornata Internazionale sui diritti dei Migrantie 27 gennaio, Giorno della Memoria, la piattaforma Keaton, https://www.keaton.eu propone una selezione di film per riflettere sulle problematiche del nostro tempo.

Per il 10 dicembre Giornata Mondiale dei Diritti Umani Keaton propone 5 titoli: Oltre la Notte, uscito quest’anno (trailer e scheda completa) del regista nato ad Amburgo da genitori turchi immigrati, Fatih Akin, che attraversa la tematica della condizione femminile nell’urto con il fenomeno del terrorismo. Diaz di Daniele Vicari, uscito nel 2012, sui temi della legalità e della giustizia, ripercorre i tragici avvenimenti del G8 di Genova e i fatti narrati sono desunti dagli atti del successivo processo e dalle sentenze della Corte di Appello. Sami Bloodè un film del 2017 sulla condizione del popolo Sami, meglio conosciuto come lappone, pesantemente discriminato in Svezia negli anni ‘30. La regista Amanda Kernell, di madre svedese e padre Sami, attraverso questo film diffonde la verità sconosciuta dell’istituzione in Svezia dei primi enti statali di biologia razziale. Figlio di Nessuno del regista Vuk Rsumovic, nato a Belgrado, uscito nel 2015 è basato sulla storia vera del ragazzino cresciuto con i lupi, ritrovato nella primavera del 1988 fra le montagne della Bosnia, ma il suo percorso di umanizzazione non sarà sorprendentemente evolutivo. Il Caso Spotlight, del 2015 e vincitore di due Oscar nel 2016, intreccia il tema religioso e il diritto di cronaca presentando la realtà scomoda e raggelante della pedofilia nella Chiesa americana. Un team di giornalisti investigativi del Boston Globe nel 2002 scoprì l’insabbiamento sistematico degli abusi sessuali commessi su minori da 70 sacerdoti.

Per la Giornata Internazionale dei Migranti del 18 dicembre la piattaforma Keaton consiglia 4 film. Sea Sorrow, il dolore del mare, consegnato dalla regia di Vanessa Redgrave al suo esordio da ottuagenaria con la macchina da presa. Prodotto con il figlio Carlo Nero, è stato girato in Grecia, Libano, Italia, Calais, Londra e con stile documentaristico si mette sulle tracce della storia della condizione di rifugiato. È un film poetico (trailer e scheda completa) che include scene ispirate all’opera di Shakespeare “La Tempesta”. Infatti Prospero, personaggio uscito dalla penna del Bardo dice ad un certo punto del dramma “Our sea sorrow” riferendosi ai naufragi e da questo deriva il titolo del docufilm. Di genere biografico è My name is Adil, del 2016, film di Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene, distribuito da Unisona che lo scorso anno lo ha messo al centro del tour per le scuole intitolato “Il mondo visto con altri occhi”. Adil è il tredicenne marocchino che all’inizio degli anni Duemila non vuole restare in un Marocco ancora arcaico e lotta per raggiungere il padre emigrato in Italia, dove finalmente potrà studiare. Si tratta della storia vera di chi intende realizzare il proprio destino con la determinazione dell’unica forza che ha a disposizione: se stesso. Styx, anno 2018, del regista austriaco Wolfgang Fischer introduce la ventata del genere avventuroso sullo sfondo dei diritti umani. Presenta una dottoressa quarantenne, Rike, interpretata dalla brava Susanne Wolff, con l’hobby della vela che vuole raggiungere un paradiso in terra: l’isola di Ascensione. Tutto trascorre nel confronto col mare già tante volte affrontato, ma le onde diventano uno “Stige” infernale quando l’eroina medico si troverà davanti al dilemma se accogliere sulla sua imbarcazione dei naufraghi migranti. Mentre la Guardia Costiera le intima di allontanarsi, lei si arrovellerà nel quesito che interpella la sua coscienza: salvare delle vite o no.

Non ha avuto alcun dubbio sulla necessità dell’aiuto La Signora dello zoo di Varsavia, il film della regista neozelandese Niki Caro, uscito nel 2017 e selezionato da Keaton tra i titoli dedicati al 27 gennaio, Giornata della Memoria. L’opera racconta lo strenuo coraggio di una coppia polacca, Antonina e Jan Zabinski, che durante l’occupazione tedesca di Varsavia del 1939 riuscirono a nascondere 300 ebrei nelle gabbie e nelle gallerie sotterranee dello zoo distrutto dai bombardamenti (trailer e scheda completa). I due coniugi sono realmente esistiti e sono stati insigniti di uno speciale encomio dal governo israeliano. La pellicola mostra anche la tenerezza degli affetti familiari e come la detonazione della storia rischiasse di mettere in pericolo la stabilità di vicende private, come un matrimonio che era stato molto saldo. Sullo sfondo ci sono anche le propaggini di un nazismo che ha saputo non vedere allentando la maglia dei controlli e non cogliendo, talvolta, i segni della presenza dei perseguitati in casa Zabinsky. L’altro film della Giornata della Memoria è Remember, anno 2015, del regista armeno Atom Egoyan, che abbina la tematica dell’antisemitismo con molta acutezza e originalità al genere thriller. Il racconto tiene con il fiato sospeso e procede per progressivi stratificazioni e svelamenti della vicenda ricca di sorprese che si svolge nel presente. Il protagonista è Zev, un novantenne impersonato dall’attore Premio Oscar Christopher Plummer, che raggiunge l’America dove si trova la guardia nazista che ha sterminato la sua famiglia. La vendetta a distanza di 70 anni non ha, dunque, l’impeto della gioventù, ma si accompagna a tutte le fragilità dell’età: decadimento cognitivo, incertezze nella deambulazione, difficoltà negli spostamenti. Una cortina d’infermità che non barrica lo slancio ideale, ma, forse, lo accentua. Il Grande Dittatore, prodotto nel 1940, è lo straordinario capolavoro di Charlie Chaplin restaurato, nell’ambito del progetto “Il Cinema Ritrovato”, dalla Cineteca di Bologna. Il rifacimento della pellicola è stato eseguito nella versione originale inglese e il celebre discorso finale sulla pace si può ascoltare dalla voce originale del geniale cineasta che sigla regia e interpretazione. Il film presentato al mondo durante la Seconda Guerra Mondiale è una raffinatissima satira sulla banalità del male, come direbbe Hannah Arendt, unito all’audacia dello sberleffo intelligente. Profetico risulta l’appello che chiude l’opera, soprattutto se si considera che fu pronunciato quasi 80 anni fa: “Più che i macchinari (tecnologie) ci serve umanità. Combattiamo per eliminare confini e barriere, l’odio e l’avidità”.

Per scoprire film suggeriti, i materiali didattici a disposizione e i percorsi proposti, vai su www.keaton.eu – Film e ricorrenze

Daniela Muraca

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