“12 docenti provengono da una zona rossa, temiamo un focolaio”. I genitori decidono di non far entrare i figli in classe

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Allarme a Santa Margherita di Belice, comune in provincia di Agrigento. I  genitori degli alunni dell’istituto comprensivo “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” hanno deciso che da oggi i loro figli non entreranno più in classe.

Temono che la scuola si trasformi in un focolaio visto che, nel corpo docente, 12 sono di Sambuca di Sicilia che, in questi giorni, malgrado vivano in un comune dichiarato dal presidente della Regione “zona rossa”, hanno continuato a lavorare recandosi ogni mattina in aula.

Allarme anche in una casa di riposo della cittadina siciliana dove, da qualche giorno, la maggior parte degli undici ospiti presentano i sintomi del coronavirus.

Nei giorni scorsi, il sindaco di Santa Margherita di Belice, Francesco Valenti, assieme ad altri politici della zona dell’Agrigentino, avevano chiesto l’attivazione della didattica digitale: “L’emergenza epidemiologica Covid ha imposto numerose attività alle Istituzioni comunali e scolastiche al fine di consentire agli studenti il pieno esercizio del diritto allo studio in condizioni di sicurezza. Tuttavia, negli ultimi giorni, sono emerse criticità legate al trasporto degli studenti pendolari nonché a focolai di contagio che stanno interessando in particolare alcuni Comuni. Si invitano i dirigenti scolastici degli istituti secondari di secondo grado a valutare l’attivazione della didattica digitale integrata in modo da evitare, nelle more che le segnalate criticità vengano dipanate e risolte, la frequenza in presenza degli studenti pendolari”. 

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