112 docenti protestano per uno stipendio più alto: prima demansionati, poi licenziati. Accade in Togo

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In Togo sono stati definitivamente licenziati 112 insegnanti che alcune settimane fa erano stati esonerati dal lavoro in classe e destinati a incarichi amministrativi per aver preso parte a una sciopero che una delle sigle sindacali di settore porta avanti da settimane.

A comunicare la decisione, come riferisce il quotidiano locale IciLomè, è stato il ministro del Lavoro Gilbert Bawara.

A motivare il provvedimento sono state le accuse di “violazioni della deontologia degli insegnanti” e “incitamento alla rivolta” che i docenti avrebbero commesso durante alcune giornate di scioperi a inizio mese, quando anche gli alunni di diverse scuole avevano manifestato per chiedere il ritorno a lavoro degli insegnanti e si erano anche verificati degli arresti nelle file dei giovani attivisti.

Tutti i professionisti licenziati appartengono al Sindacato degli insegnanti del Togo (Syndicat des enseignants du Togo, Set), un’organizzazione che il governo non riconosce come interlocutrice valida e che ha per questo escluso dalle consultazioni con i rappresentanti dei lavoratori del settore che si sono svolte durante questo mese.

All’origine della mobilitazione del Set ci sono delle richieste di miglioramento delle condizioni di lavoro e dei compensi per gli insegnanti.

Il segretario generale del sindacato, Kokou Mawouegna, citato dall’emittente Radio France Internationale (Rfi), ha riferito che l’organizzazione non intende mettere fine alla sua mobilitazione e di stare “valutando possibili strade per fare ricorso”. A oggi sono almeno tre gli attivisti del Set che sono stati arrestati durante le proteste

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