110mila test salivari al mese a metà alunni. Anief: ok, ma vanno fatti a tutti gli studenti e pure al personale

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È notizia di queste ore che l’Istituto Superiore di Sanità, dopo lo stop dei tamponi a tappeto, starebbe lavorando su un piano B per arginare la curva dei contagi con la ripresa delle lezioni a settembre: si tratterebbe di agire sulla fascia è dai 6 ai 14 anni, alla quale si praticherebbero test salivari a campione, per complessivi 110mila alunni al mese. Ad esserne coinvolti sarebbero quindi solo 4,2 milioni di giovani. E gli altri? E il personale?

“Come Anief – dice il suo presidente Marcello Pacifico – siamo d’accordo con i test salivari a campione, periodici, ma per tutti coloro che stazionano nelle scuole: quindi non solo per gli alunni fino alla terza media come si sta prospettando. “Sia il personale, sia tutti gli studenti dovrebbero farli ovviamente in modo gratuito”, ha detto oggi il sindacalista durante un intervento audio ad Italia Stampa.

Nel frattempo, continua a raccogliere tante adesioni il ricorso proposto dall’Anief – c’è tempo fino al 23 agosto – contro l’obbligo di possesso e di esibizione del certificato verde, sia per i lavoratori della scuola e degli atenei sia per gli studenti universitari, e contro le relative sanzioni. Mentre la raccolta firme per la petizione che raggiunto in poco più di una settimana quasi 120mila adesioni. Rimane confermato, infine, lo sciopero Anief nel primo giorno del calendario regionale delle lezioni del nuovo anno scolastico.

Non si placa la polemica dopo la nota ministeriale di ieri del capo dipartimento del Ministero che chiarisce che le risorse assegnate alle scuole serviranno a fare i tamponi gratuiti solo al personale fragile: “Non è quello che era scritto nel testo del Protocollo di sicurezza” siglato alla vigilia di Ferragosto da alcuni sindacati, ha commentato Marcello Pacifico. “Su questo, Anief ha già annunciato un ricorso al Tar per annullare la Nota ministeriale, con la risposta da parte dei giudici che potrebbe arrivare già nei prossimi giorni: perché nel Protocollo c’è scritto chiaramente che i tamponi antigenici diagnostici devono essere fatti per tutto il personale, proprio per verificare lo stato di sicurezza durante le lezioni”.

“Se si vogliono rispettare i criteri per contrastare la diffusione del contagio da Covid – ha continuato Pacifico – non possiamo avere più di 15 alunni per classe. A regime, peraltro, questa operazione servirà anche a migliorare gli apprendimenti. Per ripartire a settembre in sicurezza, quindi, bisogna assumersi la responsabilità di andare in questa direzione, non di estendere l’obbligo dell’esibizione del green pass dagli spostamenti nei locali pubblici, fino ai teatri e al personale scolastico e agli studenti universitari”.

Le regole da attuare rimangono quelle di introdurre il distanziamento, che però si potrà realizzare soltanto se un terzo delle risorse che arriveranno con il Pnrr per Istruzione e Ricerca”, circa 10 miliardi, “siano utilizzate per raddoppiare classi e organici”, ha concluso Pacifico.

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