1° luglio a Milano il SISA apre un nuovo anno scolastico di lotta

Di Lalla
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SISA – Mentre le intercettazioni offrono lo scenario desolante di un ministro Gelmini in evidente sudditanza psicologica verso i faccendieri di turno, nel quadro di una perversione totale dell’idea di servizio verso le istituzioni, che diventa gestione di potere con finalità (semi)private, si avvia a conclusione un anno scolastico a dir poco accidentato, con gli ultimi scoppiettanti botti di una maturità, la quale, per come è strutturata, è sempre meno credibile.

SISA – Mentre le intercettazioni offrono lo scenario desolante di un ministro Gelmini in evidente sudditanza psicologica verso i faccendieri di turno, nel quadro di una perversione totale dell’idea di servizio verso le istituzioni, che diventa gestione di potere con finalità (semi)private, si avvia a conclusione un anno scolastico a dir poco accidentato, con gli ultimi scoppiettanti botti di una maturità, la quale, per come è strutturata, è sempre meno credibile.

Abbiamo assistito negli ultimi mesi a tagli, riforme senza decreti attuativi, scuole abbandonate al loro destino da un MIUR che naviga a vista, prono alle forbici di Tremonti. Tuttavia abbiamo già chiaro come sarà il prossimo anno scolastico: disastroso. Certamente il peggiore rispetto ai precedenti, perché a leggere per bene il progetto di tagli, riduzioni, vessazioni ed espulsione dei precari, rischiamo di trovarci ad un punto critico, quasi di collasso del sistema formativo italiano che, ancora una volta, si salverà per l’abnegazione miracolosa di studenti, docenti e lavoratori del settore.

Come SISA abbiamo lanciato l’idea di uno sciopero unitario dei sindacati di base a fine settembre, a tutt’oggi poche e frammentarie risposte, si accenna ad un grande sciopero del precariato, chiama allo sciopero globale a ottobre il movimento degli Indignati, di cui il SISA è parte. La nostra posizione è chiara, saremo sempre e unitariamente nelle piazze con chiunque lotti. Valuteremo a settembre se aggiungere alle date che verranno lanciate una nostra, come sempre non per frammentare, ma con la convinzione che più giorni di lotta ci saranno nelle scuole e nelle università, meglio si potranno riaffermare le ragioni di chi chiede spazi di partecipazione, rispetto del diritto al lavoro dei precari, spazi di ascolto e partecipazione nella costruzione dei saperi per i ragazzi.

Per il SISA tuttavia il nuovo anno scolastico non inizia il 1° settembre, ma il 1° luglio 2011, in piazza Santo Stefano a Milano, quando, insieme a “Italian Revolution”, ci attenderemo, ovvero metteremo le tende e accoglieremo chi con noi vuole riappropriarsi di spazi di democrazia partecipata. Il nostro è un attendarsi e un attendersi. Le giovani generazioni che in Europa, dalla Spagna alla Grecia, dalla Francia alla Germania mettono le tende e occupano le piazze, anche se l’informazione italiana se ne dimentica interessatamente, hanno chiaro che il livello di partecipazione deve crescere, travolgendo una politica separata dal reale. È una forma di democrazia partecipata e reale, anche se nei suoi riti fortemente irrituale, è la dimostrazione che aveva ragione Marx quando ha scritto che a volte “la forma è contenuto”.

In piazza a Milano ci saranno dibattiti, dal precariato al sistema di potere televisivo, uno anche sul tema specifico del diritto al riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale pre-2002. In piazza il SISA, come sempre nel suo spirito milaniano, garantirà agli studenti con debiti scolastici, ripetizioni gratuite. È la polis che torna a vivere come spazio comunitario, è l’essere umano che torna ad essere cittadino, spegne la televisione, esce di casa e accende gli occhi dell’entusiasmo contagioso di chi gli è accanto e lo guarda negli occhi, e discute con lui.

È cambiato il vento, i referendum per acqua pubblica e no al nucleare lo dimostrano, ma il cammino è lungo, noi come SISA siamo, già da anni, vicini eppure a guardarli oggi così lontani, parte di un’Italia e di una Europa che si tiene desta, che non demorde, che lotta e si impegna per costruire un domani degno di questo nome, nel quale prevalgano la piena affermazione, nella scuola, nell’università, nella società, dei valori costituzionali di partecipazione, di solidarietà, di rispetto dei diritti. La scuola e l’università, indignatissime, saranno nelle piazze, il SISA, come sempre, sarà parte importante di questo movimento. Il nuovo anno scolastico per noi è già cominciato.

Davide Rossi
Segretario generale SISA

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