Vaccini: arriva formazione per personale docente, ma è obbligatoria?

di Avv. Marco Barone
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Come è noto il Decreto Legge 7 giugno 2017, n. 73 , riguardante Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, introduce profonde novità sulla questione delle vaccinazioni obbligatorie.

All’articolo 2 comma 2 del citato testo si legge: “ Il Ministero della salute e il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per l’anno scolastico 2017/2018, avviano altresi’ iniziative di formazione del personale docente ed educativo nonche’ di educazione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori.”

Il comma 3 specifica che “ai fini di cui al comma 2, e’ autorizzata l a spesa di euro duecentomila per l’anno 2017.” Dunque si spende una miseria, ed è facile intuire che i costi di questa attività formativa, per l’ennesima volta, verranno scaricati sulle spalle del personale scolastico.

Tale decreto si inserisce all’interno del Piano d’azione Europeo per le vaccinazioni 2015-2020 ( European Vaccine Action Plan 2015– 2020, EVAP) rappresenta la contestualizzazione del Piano Globale ( Global Vaccine Action Plan 2011–2020, GVAP) nella Regione Europea dell’OMS, approvato dalla 65° Assemblea Mondiale della Sanità con la Risoluzione WHA65.17.

Ora, il dilemma che sorge è il seguente: ma la formazione di cui al decreto 73, per il personale docente ed educativo è obbligatoria? Si dovrà svolgere in orario di servizio? Come verrà conteggiata? Si realizzeranno le medesime problematiche che sussistono per quella in materia di sicurezza sul lavoro? Sicuramente tale formazione non rientra all’interno di quella definita dall’articolo 124 della Legge 107 del 2015 che così afferma: “Nell’ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo e’ obbligatoria, permanente e strutturale.

Le attivita’ di formazione sono definite dalle singole istituzioni scolastiche in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa e con i risultati emersi dai piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, sulla base delle priorità’ nazionali indicate nel Piano nazionale di formazione, adottato ogni tre anni con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentite le organizzazioni sindacali rappresentative di categoria.”

Non rientra ad oggi all’interno di quella definita dall’articolo 66 del CCNL scuola lì ove si contempla l’attività di formazione come deliberata dal Collegio docenti, anche perchè si parla nel decreto genericamente di formazione per il personale docente e non di attività formativa nell’Istituzione scolastica.

Quindi? Come intendere tale attività di formazione? Come obbligatoria? O facoltativa? Sicuramente il Ministero della Salute avvierà campagne informative in tal senso ma sarà necessaria la concertazione con il MIUR e l’intesa con le singole scuole, ma non si può pretendere di calare dall’alto un simile processo formativo, tra le altre cose molto delicato, che comporterà l’ennesimo carico di lavoro per il personale docente imposto per decreto, perché la formazione è da intendersi come esercizio di espletamento dell’attività lavorativa senza dimenticare che la somma investita è irrisoria e servirà probabilmente a coprire solamente i costi per il materiale informativo o per pagare qualche formatore. Un decreto scritto in fretta e che necessita certamente di ulteriori chiarimenti che arriveranno sicuramente con le solite circolari che comunque non potranno essere innovative.

Altro problema che si porrà sarà quello relativo alla libertà d’insegnamento, perché ci sarà sicuramente più di qualche docente che manifesterà una forma di obiezione di coscienza in materia appellandosi anche all’articolo 33 della Costituzione, ma la sensazione che si ha è che in materia di vaccini non verrà ammessa alcuna obiezione di coscienza, ci sarà tolleranza zero, con conseguenze ovvie.

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