USB Scuola Lombardia. Sostegno: allarmante la situazione di Milano e provincia

di redazione
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USB – In questi giorni iniziano le lezioni in tutta Italia e nella provincia di Milano gli studenti con disabilità vedranno negato il proprio diritto all’inclusione.

Qui come altrove, infatti, la situazione è critica: con buona pace delle dichiarazioni della ministra Fedeli, nella provincia di Milano mancano all’appello più di 2.000 insegnanti di sostegno.

A fronte di un numero sempre crescente di studenti con disabilità, la risposta dell’Amministrazione rimane la stessa degli ultimi dieci anni: la previsione di un organico di diritto di insegnanti di sostegno largamente insufficiente a coprire l’effettivo bisogno, e quindi il maldestro tentativo di sopperire alle necessità degli studenti con un massiccio ricorso alle cattedre in deroga, con pesanti conseguenze. “I numeri parlano chiaro”, dichiara Alessia Corsi, delegata dell’Unione Sindacale di Base, “per i 12.779 studenti con disabilità della provincia di Milano sono previsti 4.562 insegnanti di sostegno in organico di diritto, con un rapporto di 2,80 studenti per insegnante, in aperta violazione della normativa che prevede un rapporto non superiore a 2 a 1. Se guardiamo i dati disaggregati, la situazione appare ancora più disastrosa: nella secondaria di primo grado sono previsti 2,86 alunni per insegnante, nella primaria arriviamo a 2,90, nella scuola dell’infanzia a ben 3,86 alunni per insegnante. Tralasciando il quadro di evidente illegalità che emerge, pare che l’Ambito Territoriale di Milano ritenga sia possibile svolgere un adeguato lavoro d’inclusione anche con un rapporto di quasi tre alunni per insegnante”.

Che tuttavia questi numeri siano chiaramente insufficienti non deve essere sfuggito neppure alla solerte amministrazione scolastica, che già all’inizio di agosto ha adeguato l’organico alla situazione di fatto con un aumento di 2.035 cattedre, portando l’organico effettivo a 6.597 unità.

Tuttavia dietro questi numeri si cela la solita truffa fatta di precariato e grette economie: l’attribuzione di 2.000 cattedre fino al 30 di giugno è un modo per fare cassa sulla pelle degli insegnanti, risparmiando lo stipendio dei mesi estivi, e per impedire alla scuola di funzionare a dovere, in modo da poter gridare che la scuola pubblica statale è inefficiente e che il meccanismo del sostegno alla didattica vada radicalmente “riformato”. Inoltre non si sa con esattezza quando queste cattedre potranno essere effettivamente assegnate, visto che l’amministrazione sta ancora affannosamente chiedendo alle scuole di “aggiornare la situazione dell’organico d’istituto” in vista delle nomine a tempo determinato.

Ma la farsa messa in scena dall’Ufficio Scolastico avrà un nuovo atto nella solita, tardiva assegnazione di posti di sostegno in deroga, quando sarà innegabile la sproporzione fra il numero di insegnanti necessari e il numero di insegnati assegnati; e anche in questo caso sarà evidente la mala fede dell’Amministrazione. Spiegare, infatti, la delegata dell’USB che “l’istituto della deroga che dovrebbe avere, per sua natura, carattere di eccezionalità, è stato invece regolarmente utilizzato per coprire posti vacanti, che si sarebbero dovuti invece coprire con assunzioni a tempo indeterminato”.

L’Unione Sindacale di Base denuncia la situazione di gravissimo disagio di molti istituti, per i quali l’anno scolastico è cominciato senza insegnanti di sostegno o con un numero d’insegnanti insufficiente a garantire l’inclusione degli studenti con disabilità, che spesso sono costretti a svolgere un orario giornaliero ridotto o addirittura a rimanere a casa o a scuola senza insegnante specializzato (costringendo talora le famiglie a costosi ricorsi legali per vedere riconosciuto un proprio diritto costituzionale) e ribadisce con forza la necessità di affrontare con serietà la questione del diritto all’inclusione, pienamente realizzabile soltanto attraverso un piano di autentica stabilizzazione degli insegnanti precari, di assegnazione di risorse sufficienti, di organizzazione di adeguati percorsi formativi, cioè, attraverso un definitivo rifinanziamento della scuola pubblica statale.

USB Scuola Milano invita famiglie e docenti a segnalare a [email protected] casi di irregolarità e mancato rispetto della normativa e dei diritti degli studenti disabili, per intraprendere al più presto azioni che mirino al ripristino del diritto violato.

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