Una finta circolare in classe per riflettere sulle leggi razziali

di redazione
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In una scuola media della provincia di Vercelli è stata fatta passare una circolare nelle classi terze che recita così:

“A partire da oggi, con effetto immediato, gli alunni con entrambi o anche solo un genitore di origine non italiana seguiranno le lezioni scolastiche in un’aula diversa rispetto a quella del resto della classe”.
Inoltre per i ragazzi in questione, continua la circolare, una ventina in tutto, l’esame di fine anno avrà due prove in più, per dimostrare la conoscenza della lingua e della cultura italiana.

La circolare non è vera naturalmente, si tratta di una simulazione, inserita nel percorso didattico che le insegnanti della scuola hanno scelto per accompagnare gli alunni dalla Giornata della Memoria alla Giornata dei Giusti del 6 marzo. La vicenda è raccontata da “La Stampa”.

Solo i ragazzi stranieri sono stati avvisati e preparati per tempo alla messa in scena, e hanno collaborato alla simulazione.

Per gli altri, alla lettura della circolare, si è scatenato un coro di proteste: in una classe i compagni hanno impedito ai loro amici di uscire dall’aula, in altre hanno voluto accompagnarli nell’aula della “segregazione”.

Altri hanno chiamato la preside, a casa ammalata, per protestare. Altri hanno preteso di scrivere una lettera al Ministero per denunciare l’ingiustizia. Alcuni volevano scendere in piazza, contattare le altre scuole, coinvolgere i genitori.

Dopo aver saputo che  era solo una simulazione, i ragazzini sono stati invitati a descrivere le loro emozioni su post it colorati. L’indignazione e la commozione sono state comuni a tutti, ma anche la consapevolezza di poter cambiare le cose.

Per le insegnanti è stato un modo per riflettere sulla storia, a partire dalle leggi razziali del 1938, ma calando la riflessione al presente, fatto di profughi, di muri, di stranieri molto spesso visti come nemici.

I ragazzi , poi, hanno scelto i due Giusti a cui dedicare i nuovi alberi da piantumare nel giardino della scuola e hanno optato per chi ha deciso di non lasciare soli i propri compagni: Faraaz Hussein e Janusz Korczak.

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