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Mobilità 2014. Guida alla domanda di trasferimento: il punteggio per la continuità didattica

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di Paolo Pizzo - Guida alla compilazione del modulo di trasferimento a domanda casella 4 e 6 tabella di valutazione per i trasferimenti a domanda: quali servizi valgono per avere il punteggio di continuità didattica? che differenza c'è tra la valutazione nella domanda di trasferimento e quella della graduatoria interna di istituto? Come calcolarla per i perdenti posto.

GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA CASELLA 4 e 6

CASELLE 4 E 6: Anzianità di servizio di ruolo (almeno 3 anni) prestato senza soluzione di continuità nella classe di concorso e nella scuola di titolarità (lettera C): punti 6

Per ogni ulteriore anno di servizio:
entro il quinquennio Punti 2
oltre il quinquennio Punti 3

Per il servizio prestato nelle piccole isole il punteggio si raddoppia.

La continuità del servizio prestato ininterrottamente da almeno un triennio nella scuola di attuale titolarità ovvero nella scuola di servizio per il personale titolare di Dotazione Organica di Sostegno (DOS) nella scuola secondaria di II grado (lettera C, del titolo I della tabella di valutazione dei trasferimenti) deve essere attestata dall'interessato con apposita dichiarazione personale conforme all’apposito modello allegato all’O.M. sulla mobilità del personale o a quello predisposto per le istanze on line.

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FAQ

1. Quali servizi devono essere indicati nelle caselle 4 (personale docente della scuola dell’infanzia, della scuola media e degli istituti superiori) e 6 (personale docente della scuola primaria)?

Devono essere indicati gli anni di ruolo (escluso quello in corso) prestati senza soluzione di continuità negli ultimi tre anni scolastici nella scuola di attuale titolarità ovvero nella scuola di servizio per i titolari di Dotazione Organica di Sostegno (DOS) nella scuola secondaria di secondo grado e per i docenti di religione cattolica.
Per tali servizi si attribuiscono punti 2 per ogni anno entro il quinquennio e punti 3 per ogni anno oltre il quinquennio. Per il servizio prestato nelle piccole isole gli anni si contano 2 volte (il punteggio infatti si raddoppia).

2. Qual è il numero minimo di anni per la valutazione della continuità di servizio?

Il numero minimo di anni di ruolo prestati senza soluzione di continuità nel plesso o nella scuola di attuale titolarità deve essere almeno uguale a 3 (quindi maggiore o uguale a tre escluso ovviamente l’anno in corso che non può essere valutato).

3. Quali sono i criteri per l’attribuzione del punteggio?

Dal 2003/04 la continuità è riconosciuta al personale titolare di Dotazione Organica di Sostegno (DOS) nella scuola secondaria di II grado relativamente alla sede di servizio; l’attribuzione del punteggio per la continuità ai docenti di religione cattolica decorre a partire dall’a.s. 2009/2010.

Negli istituti con corsi diurni e serali, la continuità va riferita alla diversa tipologia di organico.

Per i docenti il servizio deve essere stato prestato nella stessa tipologia di posto (comune o sostegno).

Per l'attribuzione del punteggio devono concorrere, per gli anni considerati, la titolarità nel tipo di posto (comune ovvero sostegno a prescindere dalla tipologia di disabilità) o - per le scuole ed istituti di istruzione secondaria di I e II grado ed artistica - nella classe di concorso di attuale appartenenza e la prestazione del servizio presso la scuola o plesso di titolarità.

Per i docenti titolari di posti per l'istruzione e la formazione dell’età adulta attivati presso i Centri Territoriali ai fini dell'assegnazione del punteggio per la continuità del servizio, va fatto riferimento alla titolarità del posto per l’istruzione e la formazione dell’età adulta a suo tempo individuati a livello di distretto.

Per i docenti titolari in istituti in cui sono presenti corsi serali e, analogamente, per i docenti titolari in corsi serali la continuità didattica è riferita esclusivamente al servizio prestato sullo stesso tipo organico di titolarità (o diurno o serale).

Per i docenti di istruzione secondaria di I e II grado e artistica il servizio deve essere prestato nella classe di concorso di attuale titolarità. Il punteggio va anche attribuito ai docenti, già titolari sulla classe A075 e transitati sulla classe A076 in forza della C.M. 215/95, nella sola ipotesi che non sia cambiato l’istituto di titolarità.

Nel caso di dimensionamento della rete scolastica (sdoppiamento, aggregazione, soppressione, fusione di scuole) la titolarità ed il servizio relativi alla scuola di nuova istituzione o aggregante si devono ricongiungere alla titolarità ed al servizio relativi alla scuola sdoppiata, aggregata, soppressa o fusa al fine dell’attribuzione del punteggio.

4. Da quando decorre la continuità didattica?

La continuità didattica è attribuita partendo dalla decorrenza economica dell'immissione in ruolo e dall'assegnazione della sede definitiva.
Pertanto è escluso dal conteggio sia il periodo di servizio pre ruolo sia il periodo coperto da decorrenza giuridica retroattiva della nomina, ma anche quello di decorrenza economica prestato però su sede provvisoria.

ES.
Se un docente è stato immesso in ruolo con decorrenza economica 2009/10 e ottiene come sede definitiva (2010/2011) la stessa sede dell’anno di prova ed in questa è ancora in servizio, la sua continuità, salvo i casi di interruzione che più avanti analizzeremo, non decorre dal 2009/10 ma dal 2010/11 ovvero dall’assegnazione della sede definitiva, a nulla rilevando che la sede definitiva sia la stessa in cui ha svolto l’anno di prova (che era quindi nell’anno di immissione in ruolo la “sede provvisoria”).

Quindi il docente ha tre anni di continuità: 2010/11-2011/12-2012/2013 (l’anno in corso non potrà essere valutato ai fini della continuità).

5. Che differenza di calcolo c’è tra la valutazione della continuità nei trasferimenti a domanda e quella della graduatoria interna di istituto o mobilità d’ufficio?

Nella mobilità a domanda (trasferimenti) la continuità del servizio viene valutata solo se si è prestato un servizio ininterrotto da almeno un triennio nella scuola di attuale titolarità ovvero nella scuola di servizio per il personale titolare di Dotazione Organica di Sostegno (DOS) nella scuola secondaria di II grado.

Pertanto, fermo restando il vincolo del triennio, sono assegnati punti 2 per ogni anno entro il quinquennio e punti 3 per ogni anno oltre il quinquennio senza soluzione di continuità.

Nella graduatoria interna di istituto, invece, ai fini dell’individuazione del personale soprannumerario, la continuità si riconosce non a partire dal triennio ma per ogni anno di servizio prestato nella scuola di attuale titolarità (senza quindi il vincolo del triennio). Bastano quindi due anni di servizio ininterrotto per riconoscere un anno di continuità considerando che quello in corso non si conta. Si attribuiscono punti 2 per ogni anno entro il quinquennio e punti 3 per ogni anno oltre il quinquennio senza soluzione di continuità.

6. Gli anni effettuati in piccole isole come vanno conteggiati?
Anche per gli anni di continuità ogni anno di servizio prestato in scuole situate su piccole isole va conteggiato due volte nell’apposita casella.

Ai fini dell'attribuzione del punteggio in questione il servizio nelle piccole isole deve essere effettivamente prestato - salvo le assenze per gravidanza, puerperio e per servizio militare di leva o per il sostitutivo servizio civile - per il periodo previsto per la valutazione di un intero anno scolastico.

La dizione “piccole isole” è comprensiva di tutte le isole del territorio italiano, ad eccezione, ovviamente, delle due isole maggiori (Sicilia e Sardegna).

Il punteggio aggiuntivo previsto per il servizio prestato nelle piccole isole è attribuito indipendentemente dal luogo di residenza dell’interessato.

Per i docenti di scuola primaria per ogni anno di insegnamento in scuola unica di cui al R.D. 5/2/1928, n. 577, o in scuola di montagna ai sensi della legge 1/3/1957, n. 90, il punteggio è raddoppiato. Per l'attribuzione del punteggio si prescinde dal requisito della residenza in sede.

7. In quali casi la continuità didattica si interrompe?

Quando la durata del servizio riferito a ciascun anno scolastico abbia avuto una durata inferiore a 180 giorni.

Per i periodi trascorsi dal personale docente di ruolo per la frequenza di dottorati di ricerca e borse di studio ai sensi dell'art. 2 della legge 13.8.1984 n. 476.

Il trasferimento dal sostegno a posto comune o viceversa interrompe la continuità di servizio nella scuola e nel comune.

Il punteggio non va attribuito ai docenti titolari di sede distrettuale (su posto per l’istruzione dell’età adulta).

Il punteggio non spetta nel caso di assegnazione provvisoria (provinciale o interprovinciale) e di trasferimento annuale salvo che si tratti di docente trasferito nell’ottennio quale soprannumerario che abbia chiesto, in ciascun anno dell’ottennio medesimo, il rientro nell'istituto di precedente titolarità.

L’introduzione nell’a.s. 1998/99 dell’organico funzionale di circolo per la scuola primaria e, per la scuola dell’infanzia dall’a.s. 1999/2000, non costituisce soluzione di continuità del servizio ai fini della dichiarazione di servizio continuativo nel caso di passaggio dal plesso di titolarità del docente al circolo corrispondente. Il trasferimento ottenuto precedentemente all’introduzione dell’organico funzionale tra plessi dello stesso circolo interrompe la continuità di servizio.

8. In quali particolari casi la continuità didattica non si interrompe?

Il punteggio della continuità spetta anche ai docenti comandati in istituti diversi da quello di titolarità su cattedre ove si attua la sperimentazione a norma dell'art. 278 del D.L.vo n. 297/94, ai docenti utilizzati a domanda o d'ufficio, sui posti di sostegno anche in scuole o sedi diverse da quella di titolarità, ai docenti della scuola primaria utilizzati come specialisti per la lingua straniera presso il plesso o fuori del plesso di titolarità, ai docenti utilizzati in materie affini ed ai docenti che prestano servizio nelle nuove figure professionali di cui all'art. 5 del D.L. 6.8.1988, n. 323 convertito con modificazioni nella legge 6.10.1988, n. 426. Il punteggio in questione spetta anche ai docenti utilizzati a domanda o d'ufficio ai sensi dell'art. 1 del D.L.vo n. 35/93, in ruolo o classe di concorso diversi da quelli di titolarità.

Non deve essere considerata interruzione della continuità del servizio nella scuola di titolarità la mancata prestazione del servizio per un periodo di durata complessiva inferiore a 6 mesi in ciascun anno scolastico.

L’anzianità di servizio ai fini del calcolo degli anni di continuità nella stessa scuola va attribuito anche in tutti i casi in cui il periodo di mancata prestazione del servizio nella scuola o plesso di titolarità è riconosciuto a tutti gli effetti dalle norme vigenti come servizio validamente prestato nella medesima scuola. il punteggio per la continuità del servizio deve essere attribuito nel caso di assenze per i seguenti motivi:

1. per la fruizione del congedo biennale per l’assistenza a familiari con grave disabilità di cui all’art. 5 del D.L.vo n. 151/01;
2. per malattie; 
3. l’utilizzazione in altri compiti per inidoneità temporanea;
4. per gravidanza e puerperio, compresi i congedi di cui al D.L.vo n. 151/01 (congedi parentale e per malattia del figlio); 
5. per servizio militare di leva o per il sostitutivo servizio civile; 
6. per mandato politico ed amministrativo; 
7. nel caso di utilizzazioni, comprese quelle nei licei musicali:
8. di esoneri dal servizio previsti dalla legge per i componenti del CNPI, di esoneri sindacali, di aspettative sindacali ancorché non retribuite;
9. per incarico della presidenza di scuole secondarie; per esonero dall'insegnamento dei collaboratori dei dirigenti scolastici;
10. per esoneri per la partecipazione a commissioni di concorso;
11. per collocamento fuori ruolo ai sensi della legge 23.12. 1998, n. 448, art. 26, comma 8 per il periodo in cui mantengono la titolarità ai sensi del D.L. 28/8/2000, n. 240, convertito con modificazioni nella legge 27/10/2000, n. 306;
12. per il servizio prestato nelle scuole militari.

Per la scuola primaria il trasferimento tra i posti dell’organico funzionale (comune e lingua) nello stesso circolo non interrompe la continuità di servizio.

9. Continuità e docenti perdenti posto: quali garanzie di continuità?

Il docente perdente posto trasferito a domanda condizionata in un'altra scuola produce ogni anno (per 8 anni) domanda di trasferimento indicando nel modulo di domanda come prima preferenza la scuola dalla quale è stato trasferito d'ufficio o a domanda condizionata. Questo per esprimere la volontà di rientro nella scuola di precedente titolarità e per non perdere la continuità.

Ricordiamo altresì che il punteggio di continuità gli sarà riconosciuto nella scuola di attuale titolarità per la formulazione della graduatoria di istituto ai fini dell'individuazione del personale in soprannumero.

Non interrompe la continuità del servizio l'utilizzazione in altra scuola del docente in soprannumero nella scuola di titolarità né il trasferimento del docente in quanto soprannumerario qualora il medesimo richieda in ciascun anno dell’ottennio successivo anche il trasferimento nell'istituto di precedente titolarità ovvero nel comune.

La continuità di servizio maturata nella scuola o nell'istituto di precedente titolarità viene valutata anche a seguito del trasferimento d'ufficio, se il docente sia attualmente titolare su posti DOP.

La continuità didattica, legata alla scuola di ex-titolarità, del personale scolastico trasferito d’ufficio nell’ultimo ottennio va considerata ai fini della sola domanda di trasferimento e non anche della domanda di passaggio.

Nei riguardi del personale docente ed educativo soprannumerario trasferito d’ufficio senza aver prodotto domanda o trasferito a domanda condizionata, che richieda come prima preferenza in ciascun anno dell’ottennio il rientro nella scuola o nel comune di precedente titolarità, l’aver ottenuto nel corso dell’ottennio il trasferimento per altre preferenze espresse nella domanda non interrompe la continuità del servizio.

Qualora, scaduto l’ottennio in questione, il docente non abbia ottenuto il rientro nella scuola di precedente titolarità i punteggi relativi alla continuità didattica nell’ottennio dovranno essere riferiti esclusivamente alla scuola ove è stato trasferito in quanto soprannumerario.

Il punteggio va anche attribuito nel caso di diritto al rientro nell’ottennio del personale trasferito in quanto soprannumerario.

Qualora il docente al termine dell’ottennio non sia rientrato nella scuola di precedente titolarità ma in altra scuola dello stesso comune, ha titolo al mantenimento del punteggio relativo al comune (1 punto) anche per tutti gli 8 anni dell’ottennio.

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