Sostegno: taglio di 100 milioni nonostante il fondo per le non autosufficienze sia indeguato

di Patrizia Del Pidio
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Nel 2015 il Fondo per le non autosufficienze subirà un taglio di 100 milioni nonostante sia già inadeguato e nonostante nel documento La Buona Scuola si parla di necessita di sostegno specializzato.

Nel 2015 il Fondo per le non autosufficienze subirà un taglio di 100 milioni nonostante sia già inadeguato e nonostante nel documento La Buona Scuola si parla di necessita di sostegno specializzato.

A pagina 78 del documento del governo Renzi viene specificato che all’handicap grave serve un rapporto 1:1 mentre a quello medio 1:2. All’handicap lieve il rapporto necessario è 1:4.

La realtà dei fatti è molto diversa con ritardi nelle nomine e carenza di insegnanti specializzati, soltanto a pochi vengono riconosciuti i propri diritti con una docenza di sostegno adeguata mentre alla maggioranza quello che si attribuisce è sempre meno di quanto spetta.




Nella Buona Scuola si parla del rapporto di fiducia che dovrebbe instaurarsi tra ragazzi, famiglie e docenti, ma nel documento non si fa assolutamente riferimento agli educatori, il cui apporto è indispensabile agli insegnati curriculari nella realizzazione del diritto allo studio degli alunni portatori di disabilità. Ignorati completamente nelle linee guida anche gli assistenti all’autonomi, figure necessarie per raggiungere la piena integrazione e la conquista dell’autonomia personale dell’alunno con disabilità. Anche se la nomina di questa figura non è ministeriale, essa è parte necessaria all’integrazione e all’inclusione dell’alunno.

Dati alla mano l’Istat fa presente che in Italia la spesa per la disabilità, rispetto alle medie UE del 2,1% è inferiore di mezzo punto percentuale: la spesa media UE è di 536 euro l’anno pro capite, in Italia la spesa pro capite è di 423 euro l’anno con una conseguenza pratica riscontrabile nell’esclusione sociale e nell’impoverimento delle persone con disabilità.

A tal proposito Vincenzo Falabella, presidente della FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, ha affermato “È un segnale molto grave e ciò al di là dei numeri. Il Governo Renzi sostiene l’utilità di ‘rompere’ o allentare il patto europeo sull’austerity, ma non intende ridurre lo spread sulle spese sociali per la disabilità, una delle principali cause di impoverimento. Al contrario restituire diritto di cittadinanza attraverso l’inclusione sociale alle persone con disabilità significa liberare energie sia dei diretti interessati che dei loro familiari. Non siamo certo gli unici a sostenere che le minoranze liberate dalla condizione di discriminazione producono sviluppo economico. Quello sulla disabilità è un investimento e non una spesa.”.

Sull’organico dei docenti di sotegno è intervenuto anche il ministro Giannini affermando che nella riforma della scuola occuperà un capitolo a parte, il tredicesimo. Il ministro ha ribadito che i docenti specializzati non sono abbastanza e che "La disabilità non deve essere il ghetto che riguarda un insegnante e un bambino, ma una modalità di insegnamento che tiene conto di una condizione diversa. Ci deve essere un numero sufficiente di insegnanti capaci di affrontare la dislessia, la sordità e tutte le altre disabilità come pure gli studenti che parlano una lingua diversa. Dobbiamo puntare sulla formazione".

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