Scatti di anzianità ai precari. Anief: in Emilia-Romagna Miur condannato per discriminazione

di redazione
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Anief – Il Tribunale del Lavoro di Bologna ha, infatti, accolto i ricorsi patrocinati dai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga e condanna il Miur per aver posto in essere un trattamento palesemente discriminatorio da cui traspare un’intenzione di sfruttamento del lavoro precario: ai quattro docenti sono state riconosciute un totale di 25 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, oltre interessi e le progressioni stipendiali mai percepite durante i tanti anni di precariato, con relativa condanna dell’Amministrazione anche al pagamento di 5.400 Euro di spese di giudizio.

 Anche i Tribunali del Lavoro di Piacenza e Reggio Emilia, su ricorso patrocinato per l’Anief dagli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Irene Lo Bue, riconoscono il considerevole danno subìto da 7 docenti precarie, perché il Miur, in aperto contrasto con la Direttiva Comunitaria 1999/70/CE, ha continuato a mantenerle alla retribuzione iniziale senza mai riconoscere loro le progressioni stipendiali computate in base ai tanti anni di servizio d’insegnamento prestati. Le sentenze, dunque, condannano il Ministero dell’Istruzione “a riconoscere ad ogni effetto di legge e di contratto l’anzianità maturata dalla ricorrente in ragione del servizio prestato in base ai contratti a termine conclusi” e a risarcire “il danno subito a causa del mancato riconoscimento dell’anzianità di servizio in ragione del servizio prestato in base ai contratti a termine conclusi” oltre interessi di legge.

Le undici sentenze ottenute dai legali Anief in Emilia Romagna, dunque, confermano la validità dell’azione legale promossa dal nostro sindacato che sin da subito si era mosso denunciando l’illegittimità della palese discriminazione posta in essere a discapito dei lavoratori precari della scuola. “Rilevata e dimostrata, ancora una volta, l’evidente disparità nel trattamento retributivo dei dipendenti assunti a termine – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – in totale assenza di qualsivoglia ragione atta a giustificare tale disparità. Lo scatto di anzianità non ha altra funzione se non quella di parametrare il trattamento retributivo alla progressiva acquisizione di una maggior professionalità e competenza del lavoratore ed è evidente che anche il personale precario acquisisca, con gli anni, la medesima professionalità cui deve corrispondere il dovuto aumento stipendiale”. L’Anief ha promosso ricorsi ad hoc per la tutela dei lavoratori precari cui è ancora possibile aderire per far valere i propri diritti.

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi Anief, clicca qui.

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