Puglisi, risorse premiali non sono scatti di anzianità, non vanno dati a tutti

di Lucrezia Di Dio
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Dopo la convocazione dei sindacati della scuola da parte del MIUR per domani mattina per una discussione sulla valutazione e le risorse premiali le polemiche non sono tardate.

Dopo la convocazione dei sindacati della scuola da parte del MIUR per domani mattina per una discussione sulla valutazione e le risorse premiali le polemiche non sono tardate.

I vertici del Miur hanno assicurato che per la valorizzazione dei docenti sarà attuato quanto previsto nella legge 107.

La responsabile della Scuola del PD, Francesca Puglisi, parlando con Scuola 24 ha rilasciato diverse dichiarazioni tra cui l’affermazione “È vero in alcuni territori ci sono resistenze sindacali nel comporre i comitati di valutazione, che servono a tracciare in modo partecipato i criteri premiali che, poi, il dirigente scolastico dovrà applicare nel dare il bonus ai prof migliori – ha sottolineato -. Per questo il boicottaggio che sta avvenendo è incomprensibile”.




La senatrice Puglisi ha evidenziato le ragioni del percorso che hanno portato all’introduzione del fondo da 200milioni di euro l’anno per la premialità dei docenti affermando che non si tratta di scatti di anzianità ma che sono fondi aggiuntivi per sperimentare il modello di valutazione del corpo insegnante.

La Puglisi ha spiegato che il governo ha  “ha scelto un processo dal basso verso l’alto, coinvolgendo tutti gli attori e gli organi della scuola, sia quelli collegiali, che quello individuale, cioè il preside”.

La senatrice dem, sempre nelle dichiarazioni rilasciate a Scuola24 ha aggiunto che non ci possono essere passi indietro rispetto alla riforma e che “Ascolteremo tutti, discuteremo, approfondiremo le varie questioni posti dal sindacato, ma la cultura della valutazione non può più restare ai margini della scuola italiana – ha aggiunto la senatrice dem -. Del resto, le risorse premiali (i 200 milioni) servono proprio a valorizzare l’impegno dei prof dimostrato in classe, anche attraverso una didattica innovativa. Non possono essere distribuiti a pioggia, indistintamente. La legge 107 sul punto è molto chiara: non sono scatti d’anzianità, ma fondi aggiuntivi per premiare, appunto, il merito”.

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