Riforma PA, Anief: assunzione precari storici, risarcimenti adeguati e aumenti stipendiali

di redazione
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Comunicato Anief – Assumere i precari con più di 36 mesi di servizio tramite concorso riservato per il 50%dei posti, parità di trattamento tra lavoratori a termine e di ruolo, sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale, introduzione di un fondo per i risarcimenti da assegnare ai lavoratori che hanno subìto l’illecita reiterazione dei contratti, oltre allo sblocco del turn over e un piano straordinario di assunzioni: a chiederlo è stata la delegazione Cisal, composta da Massimo Blasi e Chiara Cozzetto,recatasi ieri al Ministero della Funzione Pubblica, in vista dell’imminente riforma del lavoro pubblico.

La Cisal, in particolare, ha manifestato al Ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, la necessità di avviare un piano straordinario di assunzioni con cui venga riservato il 50°% dei posti disponibili nelle varie amministrazioni pubbliche al personale che abbia maturato almeno 36 mesi di lavoro alle dipendenze delle stesse, anche in forma non continuativa. La delegazione sindacale ha ricordato al Ministro che la Corte europea si è già espressa sull’abuso da parte dell’amministrazione italiana circa l’utilizzo improprio dei contratti a termine: esistono una decina di esposti al Consiglio d’Europa e pesa la cosiddetta “sentenza Mascolo” che ha dichiarato illegittima la normativa italiana relativa all’utilizzo dei contratti a termine (ovvero, della deroga alla previsione del dlgs 368/01 con cui si è invece recepita la direttiva europea 70/99 – doppia deroga: sull’obbligo di assumere e sull’obbligo di risarcire).

Il sindacato ha poi evidenziato il problema di garantire un risarcimento da assegnare a coloro che hanno diritto all’immissione in ruolo, poiché hanno maturato i 36 mesi di servizio di “tetto” previsti: in tale contesto, la misura fissata dalla Cassazione (da 2 a 12 mensilità) non appare congrua. Occorre, inoltre, una norma che stabilisca l’entità di risarcimenti commisurati al “danno” e quindi al disagio che il lavoratore ha subito, anche innalzando, se ravvisato dal giudice, il parametro fissato dalla Cassazione. A questo proposito, è bene ricordare che il risarcimento al lavoratore precario di lungo corso indicato dalla Cassazione, da un minimo di due a un massimo di 12 mensilità per abuso dei contratti a termine, è al vaglio della Corte di Giustizia Europea, su ricorso sollevato dal tribunale di Trapani.

A proposito della necessità di bandire dei concorsi con dei posti riservati al personale precario con oltre 36 mesi di servizio alle spalle, Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e presidente nazionale Anief, tiene a dire che “riguardano dei lavoratori più volte utilizzati con contratti a termine e che hanno già dimostrato di saper lavorare ed essere utile nella PA. Per questo chiediamo al Governo lo sblocco del turn over e un piano straordinario di assunzioni. Ma non si tratta di una concessione, perché già esistono una decina di esposti al Consiglio d’Europa proprio sull’abuso dei contratti a termine nella PA italiana, mentre con la sentenza Mascolo del 26 novembre 2014 è stata dichiarata illegittima la normativa italiana che derogava al dlgs 368/01 e che introduce nel pubblico impiego anche la direttiva 70/99 sull’abuso dei contratti a termine e sul principio di non discriminazione da esso scaturito”.

Per quel che riguarda il fronte stipendiale e il “merito” professionale, il sindacalista Anief-Cisl ribadisce la necessità di superare la Riforma Brunetta, il Decreto Legislativo 150/09, e che in ogni caso l’intesa politica per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, sottoscritta a fine novembre 2016, se verrà tradotta in un contratto porterà cifre ridicole nelle tasche dei dipendenti pubblici.

A ogni modo, secondo Pacifico, “prima di affrontare e definire l’ambito d’intervento e prima ancora dello sblocco del contratto, la parte pubblica e il Governo devono prevedere l’adeguamento stipendiale a partire da settembre 2015, come già previsto dalla legge ai valori dell’inflazione, così come anche certificato dalla Ragioneria dello Stato, nella misura del 50% rispetto al 14% dell’aumento del costo della vita tra il 2008 (anno del blocco dell’indicizzazione) e il 2015 (anno dello sblocco del contratto). Non è tollerabile leggere quanto scritto nel Documento di Economia e Finanza sulla vigenza di tale blocco fino al 2021”.

Per richiedere l’adeguamento dei valori dell’indennità di vacanza contrattuale alla metà dell’inflazione, come registrata a partire dal settembre 2015 rispetto al blocco vigente dal 2008, basta aderire al ricorso Radamente per tutto il pubblico impiego (cliccando al seguente link) e al ricorso Anief per la Scuola (cliccando sul seguente link).

Ufficio Stampa Anief

16 febbraio 2017

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