Riforma istruzione professionale, parere favorevole del Parlamento. Richieste alcune modifiche

di redazione
ipsef

Parere favorevole, con condizioni, al decreto attuativo sulla revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, previsto dalla riforma Buona scuola.

I deputati chiedono, infatti, na serie di modifiche al testo.

Innanzitutto, il parere chiede di usare un’altra terminologia, aggiungendo dopo la parola “studente” quella di “studentessa”.

All’articolo 4, invece, i deputati chiedono di prevedere che nel primo biennio sia possibile per le scuole di “personalizzare” diverse ore, ovvero fino a 264 ore su un totale di 2112 ore (anche con percorsi di alternanza scuola-lavoro).

Non solo, al primo articolo probabilmente sarà premesso il seguente: “Ai fini dell’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione sino al conseguimento, entro il diciottesimo anno di età, di almeno una qualifica professionale, di durata triennale, lo studente in possesso del titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione può scegliere, all’atto dell’iscrizione ai percorsi del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, tra: i percorsi per il conseguimento di diplomi, di durata quinquennale, realizzati da scuole statali o da scuole paritarie; e i percorsi di istruzione e formazione professionale per il conseguimento di qualifiche triennali e di diplomi professionali quadriennali, realizzati dalle istituzioni formative accreditate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano”.

La commissione chiede di cambiare anche uno degli undici corsi previsti dalla riforma: il primo si chiamerà “agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio, gestione delle risorse forestali e montane”. E ancora: le istituzioni scolastiche possono prevedere, per la realizzazione dei percorsi di formazione, “specifiche attività finalizzate ad accompagnare e supportare” gli studenti, anche facendo ricorso alla “rimodulazione dei quadri orari e nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente”.

Mentre per l’integrazione, l’ampliamento e la differenziazione dei percorsi e degli interventi in rapporto alle esigenze e “specificità territoriali”, le scuole che offrono percorsi di istruzione professionale “possono attivare – si legge nel parere –  in via sussidiaria, previo accreditamento regionale, percorsi di istruzione e formazione professionale per il rilascio della qualifica e del diploma professionale quadriennale”. Infine, nel parere viene chiesto che il Progetto formativo individuale venga messo a punto entro il 31 dicembre e non a tre mesi dall’inizio delle attività didattiche.

Versione stampabile
anief anief