Precariato: dopo la campagna per recupero scatti, ripartono i ricorsi per ottenere i risarcimenti

di redazione
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Anief – La determinazione annuale degli organici è un “giochini” che il Ministero dell’Istruzione si trascina dietro da anni e che da anni vede la trasmissione delle esigenze dichiarate dalle scuole, anche ai fini del reclutamento del personale per il corretto avvio dell’anno scolastico, continuamente “edulcorato al ribasso” con l’individuazione di posti utili per il cosiddetto “organico di fatto” che non rispettano i parametri normativi e sono giustificabili solo con la necessità di un risparmio di spesa posto in essere dall’Amministrazione.

 Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “L’Anief ha più volte condannato la procedura di suddivisione dell’Organico manifestando il proprio dissenso e ribadendo la necessità di far emergere le effettive esigenze delle scuole dichiarando correttamente tutti i posti vacanti all’interno dell’unico organico possibile, cioè quello di diritto e facendo “venire allo scoperto” quelle che sono carenze di organico strutturali e non temporanee delle scuole in modo da renderle correttamente utili ai fini dell’immissione in ruolo dei lavoratori ancora precari”. Per questo motivo il giovane sindacato avvia una massiccia procedura di controllo da effettuare direttamente nelle scuole e invita tutti i docenti e il personale ATA ancora precari a chiedere alla propria scuola di servizio il riconoscimento della natura del posto occupato con contratti a termine, presentando l’istanza di accesso agli atti predisposta dal sindacato (clicca qui per scaricarla) e inviando, contemporaneamente, la lettera interruttiva della prescrizione (scaricabile da qui) per contestare il perdurare dell’abuso di contratti a tempo determinato su posti vacanti. Per tutte le informazioni sulle modalità di avvio della procedura, clicca qui.

I posti dichiarati dal MIUR in organico di fatto per questo anno scolastico sono, infatti, più di 80mila con oltre 35mila cattedre di sostegno, oggi assegnati “in deroga”, cui vanno aggiunti quasi 30mila posti su materie curricolari, a torto non dichiarati vacanti e che il MIUR, come già denunciato dall’Anief, doveva conferire al 31 agosto e non al 30 giugno; infine, ci sono almeno 20mila posti non coperti e già oggi vacanti che, in buona parte, riguardano le cattedre perse per la disorganizzazione del concorso a cattedra del 2016. “L’Anief ha più volte condannato la procedura di suddivisione dell’Organico – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – manifestando il proprio dissenso e ribadendo la necessità di far emergere le effettive esigenze delle scuole dichiarando correttamente tutti i posti vacanti all’interno dell’unico organico possibile, cioè quello di diritto e facendo “venire allo scoperto” quelle che sono carenze di organico strutturali e non temporanee delle scuole e rendendole utili ai fini dell’immissione in ruolo dei lavoratori ancora precari”.

Il Ministero, però, sembra voler proseguire con la prassi del “gioco al ribasso” sugli organici; a questo punto, l’Anief ha deciso di avviare le procedure per “smascherare” l’Amministrazione e invita tutti i lavoratori precari con almeno 36 mesi di servizio prestato con contratti al 30 giugno ad aderire al ricorso e a chiedere conto al proprio dirigente scolastico, tramite il modello predisposto dal sindacato, della effettiva natura del posto che occupano, facendo istanza di accesso agli atti per sapere se il posto occupato è o meno vacante. “Qualora il posto risultasse libero, e abbiamo già conto che è così nel 70-80 per cento delle supplenze annuali assegnate – conclude il presidente Pacifico – i lavoratori potranno rivolgersi di sicuro al tribunale aderendo allo specifico ricorso per chiedere conto del fatto che con un servizio prestato su posto vacante, addirittura molto spesso nel medesimo istituto scolastico, con l’abilitazione intasca e i tre anni di precariato, deve scattare l’assunzione: i giudici autorizzeranno, comunque, almeno gli indennizzi previsti, seppur in misura ridotta, dal comma 132 della Buona Scuola, secondo quanto deciso di recente dalle sezioni unite della Corte di Cassazione”.

L’Anief ricorda, infatti, che dopo 36 mesi di servizio svolto su posto vacante, anche in modo non continuativo, il lavoratore può legittimamente chiedere all’Amministrazione il debito risarcimento, oltre al pagamento delle mensilità estive e degli scatti di anzianità professionale. Sempre più giudici, come dimostrano i recenti successi ottenuti dai nostri legali, stanno dando ragione ai ricorrenti, condannando il MIUR a corrispondere cospicue somme risarcitorie in favore dei precari. Il giovane sindacato ha, ora, avviato una massiccia procedura per porre fine all’abuso di contratti a termine e invita tutti i lavoratori danneggiati a chiedere alla propria scuola di servizio il riconoscimento della natura del posto occupato, presentando l’istanza di accesso agli atti predisposta dal sindacato (clicca qui per scaricarla) e inviando, contestualmente, la lettera interruttiva della prescrizione (scaricabile cliccando qui) al fine di rivendicare anche il risarcimento del danno subito. Nel caso di conferma della natura vacante e disponibile del posto, infatti, gli interessati potranno ricorrere contestando l’illegittimità del termine apposto al contratto e richiedere la condanna del MIUR per abusiva reiterazione di contratti a termine su posto vacante.

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