Precari della scuola esclusi da assunzioni riforma Madia. Dopo 3 anni di servizio vietate le supplenze

di redazione
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Sono due i torti inflitti ai precari della scuola. Da un lato l’esclusione dalle assunzioni proposte dalla riforma Madia per la Pubblica Amministrazione, dall’altro il divieto di supplenze su posti vacanti e disponibili dopo tre anni di servizio su questa tipologia di posto.

La riforma Madia prevede l’assunzione dei precari che possano vantare tre anni di lavoro a tempo determinato, anche non continuativo (e avere superato un pubblico concorso). Ad essi sarà riservato il 50% dei posti disponibili per i contratti a tempo indeterminato.

Nella scuola invece tre anni di servizio potrebbero essere quelli che decretano l’espulsione dei precari dalla scuola. Il comma 131 della legge 107/2015 afferma infatti che dopo 3 anni di servizio su posti vacanti e disponibili non è più possibile effettuare supplenze su tale tipologia di posto. Significa che un supplente che lavora, più o meno con continuità, dovrà accontentarsi di supplenza su posto non vacante o delle supplenze brevi e temporanee se vorrà sopravvivere all’interno della scuola.

I sindacati della scuola hanno immediatamente messo in evidenza la stortura che si verrebbe a determinare se la riforma Madia andasse in porto.

Il segretario generale della UIL Pino Turi pensa che la “bomba ad orologeria” possa essere disinnescata già nella delega attualmente in discussione in Parlamento sulla formazione iniziale.

Dalla FLCGIL Sinopoli “una disparità oggettiva che va corretta” e Maddalena Gissi della Cisl Scuola “Il piano Madia vale anche per la scuola, ad esclusione del reclutamento. Sarà necessario armonizzare tutto il pubblico impiego con una norma salva scuola”

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