Non chiamatemi “prof.”, sono un “potenziatore”, serbatoio per supplenze. Lettera

di redazione
ipsef

Sono un insegnante fase C assunto 2015/16 con assegnazione ambito TORINO02, ho inviato curriculum alla scuola che ha divulgato il bando per la chiamata diretta , non avendo ricevuto risposta evidentemente le mie competenze non hanno soddisfatto i criteri indicati dal dirigente scolastico.

Sono un insegnante fase C assunto 2015/16 con assegnazione ambito TORINO02, ho inviato curriculum alla scuola che ha divulgato il bando per la chiamata diretta , non avendo ricevuto risposta evidentemente le mie competenze non hanno soddisfatto i criteri indicati dal dirigente scolastico.

Dopo la consultazione del punteggio dei colleghi A021 nello stesso ambito la mia collocazione risulta all'interno dei posti disponibili per il liceo in questione.

Il sito scolastico non ha ancora pubblicato i curricula degli insegnanti selezionati (ma non è obbligatorio in base alla normativa ?).

Ho un'anzianità di servizio di 10 anni maturata in Licei Artistici ed Istituti d'arte e competenze estese nella didattica digitale, ero convinto di essere fra i docenti chiamati per l'incarico triennale.

Vi sono altre tre scuole che hanno richiesto la mia classe di concorso, due istituti professionali e una scuola media, dove non esiste la materia per la quale sono abilitato, DISCIPLINE GRAFICHE E PITTORICHE, insegnamento presente SOLO nel curricolo didattico del liceo artistico.

Ovviamente l'incarico per prossimo triennio sarà ESCLUSIVAMENTE come "potenziamento" senza nessuna possibilità di conversione in cattedra.

Quindi per casi come il mio (migliaia) non ha senso parlare di "ORGANICO DELL'AUTONOMIA".

Avrei preferito mille volte essere "deportato" a centinaia di Km pur di insegnare la mia materia, e mettere a frutto le competenze acquisite nel corso degli anni di insegnamento in classe e in laboratorio informatico e arte applicata (per tacere del corso biennale abilitante post lauream COBASLID).

La prospettiva del prossimo triennio in veste di “potenziatore”(serbatoio per supplenze) in ambito artistico per un Istituto professionale “manutenzione e assistenza tecnica”, degno percorso di studi ma lontanissimo dalle discipline dell'arte, mi fa sprofondare in una depressione profonda.

Non chiamatemi più “prof.” visto che non insegnerò più niente a nessuno.

Fregnan Luca

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