ads

La Regione Piemonte vuole solo insegnanti residenti

ads

Nuova ondata di polemiche sul fronte Nord-Sud della scuola. La regione Piemonte, secondo la dichiarazione dell'assessore all'istruzione Alberto Cirio, esponente della Lega Lombarda, ha intenzione di assumere personale precario per compensare i tagli della riforma Gelmini, ma solo se residente nella Regione, per garantire l'apertura delle scuole di montagna e dei piccoli comuni.

L'assessore ha poi ribadito che i motivi fondamentali di tale decisione sono tre: perchè si usano risorse della regione, per affermare il principio della continuità didattica in quanto molti insegnanti che arrivano da altre parti d’Italia non finiscono l’anno scolastico e per tutelare il precariato piemontese. Aggiunge inoltre che la regione sarebbe in questo modo in linea con la riforma del reclutamento nazionale che dovrebbe basarsi sulla costituzione di graduatorie regionali aperte solo ai residenti.

Tale affermazione è stata prontamente criticata da due esponenti del PD all'opposizione Gianna Pentenero, assessore all’istruzione nella Giunta Bresso e Nino Boeti, che mettono l'accento sulla incostituzionalità di tale misura, affermando che il reclutamento è ancora di pertinenza dello Stato, che prendono atto che la Regione Piemonte voglia limitare i danni di un governo della stessa area politica, ammettendo quindi che dei danni ci sono,ma che comunque non si possono cambiare le regole del reclutamento, auspicando la chiamata diretta regionale.