Mara - Gentilissima Redazione Orizzonte scuola, vorrei porre alla vostra attenzione un quesito: i permessi per diritto allo studio 150 ore sono a discrezione del Dirigente scolastico?
Mi spiego meglio: sono docente scuola secondaria 1 grado a tempo determinato, essendo in posizione utile nelle graduatorie, usufruisco per l'anno scolastico in corso delle 150 ore per seconda laurea, iscritta regolarmente al 2 anno di corso.
l'anno scorso ho usufruito di circa 30 ore (frequenza lezioni e esami). quest'anno le lezioni sono al mattino e non mi sono sentita di lasciare gli alunni, così darò gli esami da non frequentante. vorrei però poter seguire un corso che si svolge al pomeriggio e consta di 8 incontri, snodati tra marzo e aprile.
putroppo un incontro importante si svolge nella stessa data in cui il dirigente ha fissato i colloqui generali con i genitori pomeridiani (3 ore). essendo il corso strutturato con esercitazioni pratiche ho chiesto al Dirigente se poteva concedermi un permesso per quel pomeriggio, essendo disponibile a incontrare i genitori 1 ora invece che 3 (per poi riuscire a prendere il treno per recarmi in facoltà).
egli mi ha, giustamente risposto, che questo è il lavoro che mi dà da mangiare e che devo metterlo al primo posto. anch'io lo so, adoro il mio lavoro, tanto che sto studiando per tenermi
aggiornata appositamente e cerco di riversare nella mia programmazione le mie nuove conoscenze e abilità.
non mi sembra di aver approfittato delle 150 ore, dato che ne ho richieste solo 30 l'anno scorso (diluite in un anno solare) e, quest'anno, al momento meno di 10 solo per sostenere 2 esami in gennaio e febbraio. inoltre sono al passo con gli esami sostenuiti e non ho intenzione di allungare i tempi per laurearmi, come altri colleghi fuori corso da 5,6 anni!
Vi chiedo che cosa ne pensate del diniego del Dirigente? Nell'attesa di un vostro gentile riscontro, porgo distinti saluti.
Lalla: gent.ma Mara, io non credo che il Dirigente scolastico abbia voluto farti credere di avere approfittato delle ore di permesso, ma piuttosto ha voluto farti riflettere sulla professione docente.
Per farti un esempio il tuo comportamento sarebbe di chi invita un ospite a casa e poi non si fa trovare all'orario convenuto ;)
considera che a volte i genitori richiedono specifici permessi dal lavoro per partecipare ai colloqui, e che comunque riconoscono l'importanza di questo momento promosso dalla scuola, se stanno a fare la fila anche per ore davanti alle classi.
Inoltre, spesso nelle scuole le occasioni di incontro tra genitori e insegnanti sono limitate a questi colloqui, per cui è indispensabile cogliere l'occasione per concordare o fare il punto insieme ai genitori del percorso educativo del figlio, percorso di cui si condivide la responsabilità.
Io sinceramente non credo che non essere presenti ai colloqui per "impegni personali" sia corretto, data appunto l'importanza che attribuisco all'evento.
Naturalmente il mio è un discorso generale, riferito soprattutto a quelle scuole in cui gli incontri non sono più di 3 l'anno (saltandone uno, vuol dire che ci si vedrà alla fine dell'anno solo per la comunicazione di promozione/bocciatura, senza aver cercato di intervenire insieme sul percorso nel caso di rendimento insufficiente), solo pomeridiani, unica occasione per condividere con i genitori l'intervento educativo.
Inoltre, andrebbe chiarito qual è il tuo impegno nella scuola, quante classi hai, infatti il mio discorso non vale certo per chi ad es. ha una sola classe, per cui effettivamente l'idea di svolgere solo un'ora su tre potrebbe essere tenuta in considerazione.





