Difficoltà a comprendere le motivazioni dei colleghi
Debora - Gentile Lalla, anch'io faccio parte del girone infernale dei docenti precari rimasti senza lavoro e quindi disoccupati. Come molti faccio fatica ad andare avanti in molte cose, provo imbarazzo se qualcuno mi chiede dove lavoro quest'anno ed evito di passare davanti alle scuole per non sentire l'odore di cancelleria e vedere i miei potenziali alunni entrare o uscire. Mi fermo qui anche se gli sfoghi sarebbero tanti, ma so che non è difficile immaginare quello che ancora avvrei da dire.
Fatte queste premesse, devo dire di essere rimasta disgustata e nauseata e di aver provato tanta rabbia nel leggere certe domande poste da alcuni colleghi sul sito di orizzonte scuola. Ho letto di colleghi nel panico perchè non sanno come poter rinunciare all'esame di stato, colleghi che vogliono rinunciare agli incarichi per i motivi più svariati! In questo clima di guerra tra poveri vi permettete di lamentarvi del lavoro che avete e che a me e a centinaia di docenti è stato ingiustamente negato?
Lalla: gent.ma debora, comprendo il tuo stato d'animo e mi sento vicina allo stato d'animo di coloro che negli ultimi due anni hanno assistito alla riduzione delle cattedre e hanno pagato in prima persona la riforma economica della scuola.
Tuttavia vi invito a pensare che le situazioni che si possono riscontrare nelle scuole sono le più disparate, e che se i colleghi vogliono rifiutare l'incarico come commissari, vorrà dire che ci saranno più possibilità per chi invece vuole parteciparvi, e che spesso anche chi lavora si trova a dover accettare condizioni non proprio felici
Direi pertanto che è difficile riuscire a giudicare le singole condizioni, e per questo mi sono permessa di tagliare la parte finale del tuo messaggio, nella speranza che la situazione lavorativa per i colleghi oggi senza lavoro possa essere attenzionata da ministero e sindacati.