Ufficio Stampa AGeSC - Si è svolto il 23 e 24 gennaio ad Avezzano, anche con una visita alle scuole de L’Aquila, il Consiglio Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche: incontrando la realtà viva delle scuole cattoliche abruzzesi, che hanno ripreso la loro opera dopo il terribile sisma del 6 aprile scorso, si è vista in atto quella ripresa di speranza necessaria per ridare un futuro ai bambini di queste terre così gravemente provate.
L’esperienza educativa che insegnanti e gestori, in piena sintonia con le famiglie, hanno deciso di riprendere affrontando in questa grave situazione rischi ed incertezze con grandi sacrifici, merita di continuare ad essere sostenuta dalla solidarietà di tutti: l’AGeSC in particolare, che ha già offerto un suo piccolo contributo, continuerà a sensibilizzare i suoi genitori ad una solidarietà fattiva.
Nel Consiglio Nazionale si è poi svolto un ricco confronto sulle esperienze educative delle scuole cattoliche a partire dal punto di vista dei genitori; si sono comunicate e valutate diverse esperienze relative in particolare alla relazione fondamentale tra famiglie e docenti/scuola per condividere progetti educativi e costruire sinergie di azione coinvolgendo anche altre realtà del territorio.
L’urgenza educativa, che è sotto gli occhi di tutti, chiede un’assunzione di responsabilità che riguarda in primo luogo ogni genitore ed ogni insegnante ma che può portare frutti solo in un contesto di libertà e di corresponsabilità.
E’ questo il senso di fondo dell’appello del presidente della Camera, Gianfranco Fini, alle istituzioni "perché sostengano l'azione educativa delle famiglie fornendo ad esse il
maggior numero di opportunità possibili. Tra queste opportunità – ha precisato Fini - quella che acquista un sempre maggior rilievo, nell'odierna società aperta e pluralista, è la 'libertà educativa', che consiste nel favorire la possibilità dei genitori di scegliere, tra scuola pubblica e scuola cosiddetta privata, quella meglio rispondente alle esigenze,
ai valori e alle aspettative della famiglia".
Dopo una finanziaria che finalmente non taglia i fondi per la parità scolastica, è ora necessario portare a compimento la legge 62/2000 a dieci anni dalla sua approvazione, dando garanzie al sistema della scuola paritaria il cui sostegno deve entrare a far parte delle norme generali. Una soluzione definitiva che garantisca piena libertà di scelta della scuola alle famiglie è prevista negli obiettivi dell’attuale maggioranza, fa parte di numerose mozioni approvate dai parlamentari di questa legislatura in modo trasversale, è una promessa che il presidente del Consiglio fece fin dall’inizio del suo impegno politico nel 1994.
In una stagione di riforme di sistema nello Stato e di cambiamenti nella scuola, l’attuazione di una legislazione che garantisca anche economicamente la libertà di educazione delle famiglie è un passo necessario verso una società più democratica, più moderna e più europea.





