di A. Lalomia - Fa bene Massimo Di Menna ad insistere sul fatto che, con l’attuale sistema delle aliquote fiscali, forse sarebbe meglio rinunciare agli aumenti salariali per i docenti (1). Il segretario della UIL scuola, però, farebbe anche bene -e lo scrivo senza alcuna intenzione polemica, visto che, anzi, guardo a tale organizzazione sindacale con interesse- a riflettere su una serie di punti, che cercherò di riassumere brevemente di seguito:
1. come mai non si riescono ad ottenere miglioramenti economici per i docenti che non siano soltanto virtuali e comunque del tutto insignificanti e quasi offensivi per la dignità e l’immagine della categoria ?
Tutto questo è molto spiacevole, soprattutto quando si vede -e purtroppo accade sempre più spesso- che il denaro pubblico viene usato senza molte preoccupazioni per finanziare imprese e settori già ampiamente sostenuti in passato (e che non hanno certo brillato per una gestione efficiente) o per altre operazioni ugualmente discutibili.
2. Per quale motivo, in Italia, il prelievo fiscale deve rappresentare un’autentica mannaia per i lavoratori dipendenti, mentre gli autonomi in buona sostanza ‘gestiscono’ loro -e direttamente- il rapporto con il fisco? Perché deve esistere questa discriminazione, che penalizza in modo micidiale i lavoratori dipendenti ?
3. È sicuro questo sindacato di aver fatto il possibile per cercare di rendere meno iniqua e comunque più tollerabile una situazione del genere, che non mi sembra azzardato definire scandalosa ? È normale, come ho scritto qualche tempo fa in un testo apparso su questo stesso portale (2), che a stipendi lordi di poco superiori ai 2.000,00 € si applichino trattenute del 45-50 % ? È normale, vorrei aggiungere, che bastino pochi € per far scattare aliquote fiscali superiori a dieci punti, aliquote che sembrano frutto di qualche tardo epigono del maoismo più fanatico ?
4. In base a quale principio logico si deve dare per scontato che tra lo stipendio lordo e quello netto esista una differenza abissale e che ciò che si riceve in cambio della sottrazione alla fonte sia spesso lontano anni luce rispetto alle aspettative dei contribuenti ?
5. Per quale motivo la proposta avanzata da alcune forze politiche di abolire il sostituto d’imposta (3) -che non esiste in altri paesi (e giustamente) e che è la causa prima di un sistema fiscale più adatto forse per un paese governato dai khmer rossi, piuttosto che per una democrazia- non sembra interessare più di tanto questo sindacato e comunqueì non lo vede impegnato con la necessaria fermezza ? Eppure si tratta di un’iniziativa che corrisponde alle legittime richieste di chi, oltre a vedersi falcidiato ogni mese lo stipendio, constata di persona e ripetutamente che i servizi pubblici -che egli mantiene proprio con questo prelievo da regime comunista- lasciano in gran parte a desiderare, quando non sono addirittura un disastro (4) e che interi settori possono essere ritenuti parassitari e comunque zavorra, per cui occorrerebbe liberarsene al più presto.
6. Si rende conto questo sindacato che aderendo alla ‘causa’ finalizzata all’abolizione del sostituto d’imposta ne beneficerebbe moltissimo sotto il profilo dell’immagine, rafforzando ancora di più il suo ruolo di rappresentatività del mondo della scuola e la fiducia negli iscritti, che talvolta non capiscono certi tatticismi, non si sentono sufficientemente tutelati e vorrebbero che il loro sindacato mostrasse più grinta e determinazione nel condurre le trattative con la controparte, quantomeno in materia strettamente retributiva (che è poi, a ben vedere, il motivo principale per cui i sindacati esistono) ? Si rende conto che nel momento in cui nella busta paga il lavoratore dipendente trovasse per intero quello che guadagna (non circa la metà, come accade troppe volte oggi), riscuoterebbe nel Paese un consenso di cui forse non riesce neppure ad immaginare l’ampiezza?
Per unanime opinione, i docenti italiani sono quelli meno pagati dell’Occidente avanzato. La UIL scuola non deluda questi docenti -e soprattutto i suoi iscritti- e cerchi di fare in modo che il senso di responsabilità di cui ha dato prova revocando lo sciopero del 21 dicembre si accompagni ad un maggior rigore nella difesa dell’intera categoria -e in primo luogo, appunto, degli iscritti.
“L’abolizione del sostituto d`imposta è una battaglia di civiltà: faceva parte del programma di Forza Italia del 1994, nel 2000 fu oggetto di un referendum di iniziativa radicale ed è meritoria la battaglia dell’imprenditore friulano che oltre tutto ci ricorda che l’obiezione civica è uno strumento legittimo e utile per promuovere quei cambiamenti che avvantaggiano tutti noi. Se la fiscalità fosse trasparente e i contribuenti consapevoli di quanto sono costretti a pagare, è assai improbabile che accetterebbero senza battere ciglio un prelievo di quasi la metà del loro reddito”.
Antonio Martino (5)
“La battaglia contro il sostituto d’imposta è, in primo luogo, una battaglia per la trasparenza dei rapporti tra lo Stato e i contribuenti. È infatti necessario che chi versa le imposte sappia bene cosa paga, perché solo in tal modo è in grado di valutare se ciò che la società riceve è adeguato oppure no. [……] Quando i vertici di Confindustria puntano il dito contro l’Irap e quando dal basso emerge una rivolta contro il sostituto d’imposta, è impossibile non ricordare quale ruolo questi temi hanno avuto nei programmi politici e nella propaganda elettorale delle forze politiche: anche e soprattutto di governo. Ad esprimersi contro un fisco troppo oneroso e privo di trasparenza sono voci serie, che trattano problemi reali. Per questo vanno assolutamente prese sul serio.”
Carlo Lottieri (6)
Note
(1) “Di Menna: con l’attuale sistema il prelievo fiscale arriva persino a ridurre lo stipendio”, apparso il 15-12-09 nella sezione ‘Comunicati stampa’ del portale
della Uil Scuola (http://www.uil.it/uilscuola/web/notizie/comunicati_sta/2009/151209.htm) e prontamente riportato da www.orizzontescuola.it (‘Varie’, http://www.orizzontescuola.it/node/2134/).
(2) “Legge 104/92. La realtà dietro le mistificazioni.”, pubblicato il 9-12-09 nella sezione ‘Varie’ di www.orizzontescuola.it/ (http://www.orizzontescuola.it/node/1843).
È evidente comunque che anche altri sindacati potrebbero essere chiamati in causa per i ridicoli aumenti ottenuti dai docenti negli ultimi contratti di categoria.
(3) Cfr. ad esempio la proposta di legge presentata il 29-04-08 alla Camera dai deputati radicali (Atto Camera 271: “Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, concernenti l’abolizione del sostituto d’imposta”) e assegnata il 27-05-08 in sede referente alla VI Commissione Finanze (http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.a..., da dove si può scaricare il testo integrale della proposta, sia in formato HTML che PDF).
Al di là di certe ‘intemperanze’ che non possono essere condivise (penso ad esempio a forme di anticlericalismo esasperato, che peraltro -curiosamente- investono quasi soltanto la Chiesa Cattolica), va dato atto a questo movimento di promuovere da decenni iniziative di indubbio valore civile e politico, perfettamente in linea con il pensiero liberale. Per un quadro della sua attività, cfr. ad esempio : www.radicali.it/ e www.radioradicale.it/ .
La RAI avrebbe molto da imparare, in tema di servizio pubblico, da certi programmi, di altissima qualità, che vengono trasmessi da Radio Radicale (primi tra tutti quelli che riguardano i lavori del Parlamento e la politica internazionale), programmi che peraltro non prevedono il versamento di alcun canone. Per altre iniziative adottate contro il sostituto d’imposta, v. la nota n. 5 .
(4) Basti pensare alla sanità, all’assistenza agli indigenti, ai trasporti, e ad altri comparti che sono di competenza dello Stato o degli enti locali.
Per non parlare di certi ambienti della politica, che somigliano ad autentiche piovre e che vivono allegramente grazie a questi continui ‘espropri’.
Fiscalità giacobina, corruzione dilagante, sprechi colossali, malavita che sembra essere onnipresente, inefficienze pubbliche a non finire. Di fronte a scenari del genere, non sorprende che qualcuno, esasperato, assuma iniziative clamorose, come appunto quella di non voler più svolgere (peraltro gratuitamente, in netto contrasto con quanto stabilisce la Costituzione) il compito di sostituto d’imposta.
A ben vedere, il “No” di Fidenato esprime in modo esplicito la condizione di profondo disagio del cittadino ancora capace di stupirsi di fronte a certe ‘anomalie’ (e quindi non ancora narcotizzato dai luoghi comuni e dalle scempiaggini di molti media) nei confronti di uno statalismo invadente, oppressivo, dispotico, da regime totalitario.
(5) Antonio Martino, “Abolire il sostituto d’imposta è una vera battaglia di civiltà”, 8-06-09 (http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7970). Antonio Martino, economista di fama internazionale, più volte ministro, è deputato del PDL (ammesso che abbia bisogno di un biglietto da visita). L’imprenditore friulano di cui si parla nella citazione è Giorgio Fidenato.
Per il suo rifiuto di esercitare il ruolo di sostituto d’imposta e la decisione di retribuire quindi i dipendenti al lordo, senza ritenute, è al centro di un’azione giudiziaria, nata dalla sua autodenuncia e ancora in corso, che vede dalla sua parte anche prestigiosi esponenti politici, come Antonio Martino, appunto.
Per inciso, Fidenato solleva la questione di costituzionalità del sostituto d’imposta, in modo da portare l’intera vicenda davanti alla Consulta.
Sull’argomento, cfr. anche :
Felice Manti, “Rivolta fiscale di un imprenditore: stipendio lordo in busta paga”, 3-06-09
(http://www.ilgiornale.it/interni/rivolta_fiscale_imprenditore_stipendio_...) ;
Carlo Zucchi, “Elogio dell’evasore fiscale”
(http://carlozucchi.wordpress.com/2009/05/29/un-libro-che-fara-discutere-...) ;
“La battaglia di Fidenato, la supponenza dell’avvocato”, 16-11-09
(http://www.libertiamo.it/2009/11/16/la-battaglia-di-fidenato-la-supponen...) ;
“Il giudice rinvia a gennaio l’iniziativa di Fidenato ……”
(http://www.libertiamo.it/2009/11/19/il-giudice-rinvia-a-gennaio-liniziat...) ;
“Sostituto d’imposta”, 11-12-09
(http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=arti..., da dove, tra l’altro, si può scaricare un modulo per chiedere al proprio datore di lavoro di ricevere lo stipendio al lordo, impegnandosi comunque a versare i tributi entro precise scadenze. Mi sembra inutile ricordare i vantaggi derivanti dal poter disporre subito dello stipendio al lordo, saldando le imposte in un’unica soluzione annuale o con versamenti, per esempio, semestrali.)
(6) Carlo Lottieri, “Monta la protesta contro Irap e sostituto d’imposta”, 17-06-09 (http://www.loccidentale.it/articolo/monta+la+rivolta+contro+irap+e+sostituto+d'imposta0073427).
Di Lottieri, cfr. anche “Evadere il fisco per sopravvivere ? Sarà pure una brutta cosa, ma ……”, 6-09-09
(http://www.ilgiornale.it/interni/evadere_fisco_sopravvivere_sara_pure_br...).





