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Assemblea precari di Torino - venerdì 23 settembre

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CUB Torino - Questo è l'ultimo anno della riduzione epocale di personale voluta da Tremonti, Gelmini e Berlusconi. Questo significa:

circa 130.00 posti di lavoro in meno, 86.000 docenti e 44.500 ATA;
· forte riduzione dei fondi per il funzionamento delle scuole;
· riduzione del tempo scuola e tentativo di cancellazione del tempo pieno "storico" nella
scuola elementare e di quello prolungato nella media, attraverso la cancellazione delle compresenze;
· classi sempre più numerose, meno ore di lezione, meno attività di laboratorio e cancellazione delle sperimentazioni in atto nella Scuola Superiore;
· ristrutturazione della rete scolastica e conseguente cancellazione di sedi e plessi;
· aumento dei rischi connessi alla carenza di fondi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici;
· impossibilità di garantire il regolare funzionamento delle scuole, i servizi di sorveglianza e di assistenza alla persona e la pulizia dei locali;
· impossibilità di effettuare attività di laboratorio, di recupero e di approfondimento;
aumento della dispersione scolastica e difficoltà a garantire un adeguato inserimento agli alunni disabili e/o con difficoltà di apprendimento.

E I PRECARI?

Mancano ore di lezione, di sostegno, di laboratorio; mancano le compresenze e la vigilanza sugli allievi; in sostanza mancano posti di lavoro: una spaventosa "tagliata al sangue" che ha prodotto quest'anno, per la sola provincia di Torino, una mole di disoccupati della scuola mai vista prima. Perfino nelle graduatorie ad esurimento dei supplenti, dove da decenni tutti trovavano una collocazione, rimangono ancora centinaia di persone prive di lavoro in ogni ordine di scuola e nel sostegno. A loro vanno aggiunti quei colleghi che sembrano ormai votati ad un destino di precarietà permanente o peggio di disoccupazione come quelli collocati nelle Graduatorie d'Istituto di III fascia.

I numeri, lasciano senza fiato:
più di 2mila persone senza lavoro!

E' una situazione inaccettabile, noi precari e precarie siamo oggetto della più grande espulsione di massa dal sistema scuola e dobbiamo pretendere risposte precise sul nostro futuro lavorativo e avanzare rivendicazioni chiare:
· assunzione di tutti i precari su ogni posto in organico disponibile
· stanziamento di fondi (regionali o statali non importa) utili a garantire veramente un posto di lavoro a tutti i precari che quest'anno resteranno disoccupati; i 650 posti "regionali" (ATA e docenti) promessi da Cirio e Cota ai residenti in Piemonte, con il cosiddetto "decreto salvaprecari", sono solo una misera presa in giro.

Niente elemosine, rivendichiamo lavoro, diritti, dignità. Solo la mobilitazione può portare a risultati positivi.

Riunione di tutti i precari
venerdì 23 settembre h. 17,00
C.so Marconi 34 – 2° piano

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