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Mancano laureati scientifico-economici e diplomati tecnico-professionali

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Ikon comunicazione Ufficio Stampa - Nell'attesa di un miglioramento congiunturale che faccia riprendere le assunzioni - è indubbio che la domanda di lavoro per il 2009 sia più contenuta rispetto a quella dell'anno precedente – cresce in misura importante, in termini relativi, la richiesta di figure altamente qualificate da parte delle imprese: passeranno da una quota 2008 pari al 17% delle assunzioni programmate a ben il 22%, ossia in numeri assoluti a circa 113mila assunzioni previste per l'anno in corso (contro le 172mila del 2008).

Ad annunciarlo a JOB&Orienta,- la mostra convegno nazionale dedicata all’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro (alla Fiera di Verona fino al 28 novembre) è Unioncamere. Si tratta di una lettura appositamente
realizzata per JOB, a partire dalle proiezioni Excelsior, che individua le figure professionali più richieste, nonché i titoli di studio (diplomi e lauree) più spendibili sul mercato del lavoro. Una lettura che ancora una volta evidenzia il ruolo fondamentale dell’orientamento, sia scolastico che professionale, tra i temi centrali di questa XIX edizione del salone.

Nel 2009 le previsioni stimano un aumento della quota di laureati e diplomati sul complesso delle assunzioni, il che conferma la convinzione da parte delle aziende che nella cura e nell'attenzione del capitale umano stia la chiave non solo della sopravvivenza nel mercato, ma anche della ripresa. Circa il 54% delle assunzioni interesserà personale con titolo di studio universitario o di diploma di scuola superiore, rispettivamente per le percentuali del 12% e del 42%, confermando una tendenza in atto negli ultimi anni.

Più nello specifico, la domanda di laureati occupabili entro l’anno 2009 si attesta sui 153mila, risentendo della caduta della domanda complessiva di lavoro che nel 2008 era di 194mila laureati richiesti.

Definita l'offerta netta come somma di coloro che lavoravano al momento della laurea ma successivamente hanno cambiato lavoro, di laureati che non lavoravano al momento della laurea ma hanno trovato lavoro nel primo anno e, infine, laureati che non proseguono gli studi ma cercano lavoro, si prevede che per il 2009 i laureati in ingresso nel lavoro saranno 159mila, con uno squilibrio fra domanda e offerta di 5.500 unità di esubero.

Eppure in riferimento ad alcune discipline in particolare, la domanda da parte delle imprese rimarrà invece inevasa. Complessivamente mancheranno all’appello più di 27.000 laureati nelle materie scientifico-economiche: per
la precisione, al fabbisogno di 35mila laureati in discipline economico-statistiche espresso per l'anno 2009, risponderà un'offerta pari a 24mila individui, con uno scarto pari a 11.600; per le discipline mediche e
sanitarie gli stessi valori si attestano rispettivamente a quota 28mila contro 20mila; per quelle tecnico-scientifiche, ancora, a una richiesta pari a 47mila farà fronte un’offerta di soli 39mila, esattamente meno 7.700 unità.

Le prime 10 figure professionali per cui le aziende trovano maggior difficoltà sono nell'ordine: infermiere, sviluppatore software, fisioterapista, esperto fiscale, progettista settore metalmeccanico, analista programmatore informatico, farmacista, progettista elettronico, progettista meccanico e educatore professionale. Le prime 5 professioni di sbocco per i laureati in Italia nel 2009 sono, dall’altra parte: infermiere, educatore professionale, addetto all'amministrazione, progettista meccanico e addetto alle operazioni front-office.

Passando ai diplomati, ancora più accentuato risulta il mismatch fra il fabbisogno espresso dal sistema economico e il numero di diplomati di tutti gli indirizzi disponibili (al netto di quelli che proseguono gli studi universitari o hanno già un lavoro): quasi 222mila quelli richiesti dalle aziende nel 2009, contro un'offerta totale pari a 202mila unità (inclusi dunque coloro che diverranno lavoratori autonomi).

Con un dato particolarmente significativo: a fronte dei 158.700 diplomati tecnico-professionali in ingresso nel mercato del lavoro nel 2009 (rispetto ai 156.400 del 2008), il mondo economico-produttivo esprime una domanda di 212.400 (rispetto ai 321.500 del 2008). Uno scarto che si attesta intorno alle 53.700 unità.

Riguarda questo ambito di diplomi, anche il più alto grado di difficoltà di reperimento da parte delle aziende. Uno sguardo ai primi 10 indirizzi di diplomati “introvabili”, ci disegna una graduatoria in cui il primo posto va
all'indirizzo meccanico (soprattutto tornitori, meccanici di autoveicoli ed assemblatori di apparecchiature meccaniche), seguito da quello del legno, mobile e arredamento, mentre in terza posizione troviamo l'elettronico.
Seguono nell'ordine gli indirizzi: turistico-alberghiero, elettrotecnico, tessile, abbigliamento e moda, sociosanitario, edile, informatico e chimico.

In valori assoluti le figure più ricercate, e dunque di sbocco professionale, sono invece: addetto contabilità, addetto amministrazione, ausiliario vendite in esercizi commerciali, commesso di negozio e segretario.