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Inizio anno scolastico, le parole della Gelmini

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L'avvio dell'anno scolastico ha rappresentato un motivo per affrontare diversi argomenti e temi spinosi che sono agli onori delle cronache: dal tempo pieno al precariato, dagli insegnanti di sostegno alla meritocrazia

Riforma superiori
Per quanto riguarda l'avvio dell'anno scolastico, la novità principale riguarderà la riforma delle superiori che entrerà in atto quest'anno. Il ministro ha specificato che principale obiettivo è stata la razionalizzazione delle sperimentazioni, eliminando l'eccessiva frammentazione degli indirizzi. Sono stati ripensati anchei quadri orario e potenziati gli insegnamenti di matematica, fisica, scienze e lingue. Sono, inoltre, stati avviati due nuovi indirizzi, il liceo musicale e quello coreutico. Particolare attenzione, la Gelmini, ha rivolto agli istituti tecnici superiori, post secondaria, che nascono dalla collaborazione fra scuola, università e il mondo del lavoro. Sono stati avviati 20 nuovi istituti tecnici superiori con l'obiettivo di sostituire i corsi di laurea triennali, poco utili nel favorire l'occupazione. Gli istituti sono stati avviati in Liguria per quanto riguarda la mobilità sostenibile e di trasporto marittimo, in Veneto per le nuove tecnologia per il made in Italy e sistema moda, in Campania per la mobilità sostenibile, il trasporto marittimo e aereonautico, e in Lazio per le tecnologie innovative, per i beni culturali, turismo, made in italia e sistema alimentare.

Per quanto riguarda il tempo pieno, il ministro ha tenuto a precisare che nel 2009/11 c'è stato un incremento superiore al biennio precedente, con l'avvio di 877 classi in più di tempo.

Inoltre, per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno, essi non sono diminuiti, infatti nel 2010/11 passano da 90400 a 93100. Il sospetto del ministro è che ci sia debolezza delle USL che certificano spesso con facilità la disabilità, da cui l'elevata percentuale di scarto tra alunni e docenti.

Per quanto riguarda la meritocrazia, il ministro specifica che sono state offerte due strade: o la via contrattuale o la via legislativa. Quest'ultima sarà intrapresa se non si riuscirà a raggiungere un accordo con i sindacati.

Per quanto riguarda i tagli, essi sono stati il frutto di una scelta politica ben precisa che ha puntato a liberare risorse dagli stipendi per investirli in offerta formativa, ciò ha comportato dei tagli agli organici che comunque sono stati attenuati dai pensionamenti. Sono comunque state fatte delle eccezioni ai tagli come in Emilia, Toscana, Friuli, Lazio. Il ministro dimentica il Piemonte.

Molto si è parlato di precariato
Il ministro ha ribadito che il numero dei precari che l'attuale Governo ha ereditato è spaventoso. Se si considera anche chi ha fatto un solo giorno di supplenza si parla di 200.000, a fronte di 700.000 insegnanti di ruolo. Risulta quindi proibitiva la possibilità di assorbimento. Ha ribadito che è frutto della politica del passato che deve fare autocritica ed esprime solidarietà nei confronti dei precari facendo però un appello alle forze politiche perchè non si strumentalizzi il disagio sociale.

Alla domande del giornalista Mario Capraro di Radio Capital sulla volontà da parte dei precari di incontrarla, la Gelmini ha detto che srà disponibile ad un incontro con i precari quando avrà la certezza che saranno presi in considerazione gli interventi del governo e dopo aver appurato quanti precari aderiranno ai progetti regionali. "Perchè se si mettono in campo risorse e poi si preferisce l'indennità di disoccupazione si chiede in che misura il problema del precariato è effettivo in questo paese." Il Ministro ha il sospetto che il disagio venga strumentalizzato da forze politiche avversarie, difatti tra i manifestanti vede "precari veri", mentre "altri sono esponenti politici"

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