ads

Sciopero SISA 27 settembre 2010

ads

Segreteria Nazionale SISA - Inizia un nuovo anno scolastico, carico di preoccupazioni. La situazione è grave. La scuola e l’università sono colpite con violenza dal ministro taglia-tutto Gelmini Patelli, a cui rinnoviamo la richiesta di immediate dimissioni. Distrutta la didattica, tagliati gli organici, gettate esperienze, storie, vite. I precari sono già in lotta, siamo solidali con loro e ci impegniamo come sempre a difendere i più deboli tra loro, i precari non abilitati, che meritano almeno il diritto a potersi abilitare. Come SISA ci auguriamo che a difendere i non abilitati si aggiungano altre forze sindacali, da tre anni, da quando siamo nati, siamo i soli a farlo.

Sono allarmati e preoccupati - a ragione - gli studenti, delle superiori e dell’università, che rappresentano la parte più considerevole degli iscritti al nostro sindacato, vedono, dentro il declino dell’Occidente, il totale disinteresse da parte del ministro e del governo italiano per i saperi e per la ricerca, quando tutte le istituzioni internazionali concordano nel ritenere fondamentale per il futuro investire nella conoscenza.

In questi giorni pensiamo a don Milani il quale a ragione ha scritto in “Lettera a una professoressa” che “la scuola sarà sempre meglio della merda” e il SISA è assolutamente d’accordo. La scuola, i saperi, che vogliamo costruire insieme ai ragazzi, saranno sempre meglio della merda, di quella della stalla dello studente milaniano, ma anche di quella più raffinata, meno puzzolente, ma ugualmente deleteria, che ci viene rifilata attraverso una comunicazione aggressiva che vuole imporre modelli e pensieri unici. A cui la scuola e l’università gelminiana sono state velocemente piegate, con l’obiettivo di formare studenti ignoranti e conformisti e non liberi, critici e consapevoli. L’astrazione teorica del “merito” ha come finalità quella di mummificare i saperi e non di sentirvi il riverbero potente verso il presente. Leggere Montale o Cicerone dovrebbe, secondo il ministro, impedire di promuovere tra i giovani l’impegno civile contro le attività criminose e mafiose, che attraverso il riciclaggio, l’occultamento dei patrimoni e l’evasione fiscale, accentuano con più forza il declino, già economicamente strutturale, dell’Italia. Quella che per il ministro è “politica” che deve restar fuori dalle aule, per don Milani era il necessario contributo che ogni docente deve dare perché i ragazzi diventino cittadini.

L’educazione ambientale sarà ancora una volta abbandonata alla buona volontà di chi avrà il coraggio di affrontare in classe il tema, mentre le organizzazioni scientifiche invitano ad aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei limiti dell’ecosistema terrestre. In questo 2010 poi la popolazione mondiale ha raggiunto i sette miliardi e per la prima volta sono più numerosi i cittadini urbani, oltre 3,5 miliardi, di quelli rurali, meno di 3,5 miliardi, ma dei cittadini urbani un miliardo vive in favelas e baraccopoli, non solo nel Sud del pianeta, ma sempre di più anche in Europa, anche in Italia.

Sul tema dell’integrazione, dell’accoglienza, del rispetto dei migranti e degli stranieri, il governo e il MIUR sono assenti. Il SISA chiede che a Rosarno come a Milano, a Roma come a Napoli si agisca per l’integrazione degli stranieri, il rispetto delle culture, il rifiuto della xenofobia e del razzismo, a partire da una campagna di solidarietà con i popoli rom, diventati purtroppo capro espiatorio della rabbia sociale di fronte alla crisi, dalla quale certo non si esce con il paternalismo alla Marchionne, che vorrebbe imporre un nuovo modello produttivo schiavistico, di otto ore di lavoro senza pausa ed essere pure applaudito. L’accordo tra imprenditori e lavoratori lo si ottiene comportandosi come Adriano Olivetti mezzo secolo fa e rispettando i lavoratori, non proponendosi come un padrone delle ferriere di metà Ottocento.

Compito di un sindacato come il SISA è quello di offrire occasioni e momenti di lotta, a partire dallo sciopero e da tutte quelle manifestazioni più creative che ciascun lavoratore della scuola, ciascun studente, da Trento a Trapani potrà inventare da solo e collettivamente e che sosterremo. Ci vogliono ignoranti, ci avranno ribelli. Abbiamo indetto il primo giorno di sciopero del nuovo anno scolastico per lunedì 27 settembre 2010, con manifestazione a Roma alle ore 10.00 sotto le finestre del MIUR in viale Trastevere. Docenti, studenti, ATA, cittadini responsabili, così come tutti gli altri sindacati, saranno i benvenuti. Il 27 settembre sarà il primo giorno di sciopero, ne seguiranno altri, indetti da noi e da altre organizzazioni, non dubitate che il SISA sarà sempre in piazza. Per le ragioni che abbiamo espresso e per molte altre, perché la nostra è una battaglia di civiltà, propositiva, perché crediamo nella cultura, nella scuola e nell’università.

Buon anno di scuola e di università quindi, di lotta per la scuola e l’università a tutte e tutti coloro che nella scuola e nell’università ci vivono e ci credono, veramente, e a tutte quelle cittadine e quei cittadini che responsabilmente sentono l’importanza e il valore delle istituzioni scolastiche e culturali della Repubblica Italiana e sono a fianco di chi con entusiasmo ne varcherà in questi giorni i portoni.

Davide Rossi
Segretario generale