Visualizza versione mobile

Domenica, 24 Luglio 2016

mnemosine
SERVIZI
SPECIALI ESPANDI

Voi non ci crederete, ma adoro fare il docente “tappabuchi”! Lettera

di redazione
ipsef

Antonio - Voi non ci crederete, ma adoro fare il docente “tappabuchi”! Permettetemi di esporre le molteplici valenze positive della nostra mission di docenti “tappabuchi” o, secondo l’odierna “acronimomania” ministeriale, “DTB”. In primis, evitiamo la divisione degli alunni nelle varie classi, con evidente sollievo da parte dei Colleghi, disperati alla vista di un gruppo di ragazze e ragazzi provenienti da altra sezione sulla porta dell’aula, ormai troppo piccola anche per i propri discepoli. Le chiamano “classi pollaio”. Nello stesso tempo, riusciamo a rosicchiare, per dirla col linguaggio del basket, un “extra bonus” di ore di lezione per le discipline che insegniamo: nel mio caso, la musica, inclusa nel sottoscala delle “materie minori”, con sole due ore settimanali, al pari di arte e immagine, tecnologia, scienze motorie, seconda lingua comunitaria, religione cattolica alle Elementari. Prima delle ultime “riforme epocali” della Scuola, firmate dai peggiori ministri dell’istruzione dai tempi dell’Unità d’Italia, l’ordinamento del tempo prolungato prevedeva ben tre ore di educazione musicale. In un secondo tempo, col passaggio dalla fantasia all’incompetenza al potere, sono state ridotte a due.

Le ore aggiuntive svolte in qualità di “DTB” ci permettono di discutere con gli alunni: la moda americana imperante dei test a crocette, delle prove scritte al posto di quelle orali, sta producendo l’afasia delle nuove generazioni, la strisciante incapacità di strutturare e verbalizzare ragionamenti complessi. Discutere significa confrontarsi in modo ordinato su un argomento, stare zitti per ascoltare con rispetto le idee che l’altro sostiene, pertanto educa alla democrazia. Qualcuno ha paura della democrazia? Viviamo nel secolo dell’apparenza e dell’ assenza d’ascolto. “Ahi, dei cattivi esempi empia ed esecrabil fame”, lamenterebbe il moderno Polidoro.

Alzi la mano chi ricorda la canzone de Le Orme “Se io lavoro (è perché non so che fare)”. Parafrasandola, potrei affermare: una larga parte di quelli che lavorano nella Scuola sa cosa fare, come farlo e quanto si potrebbe fare di più e meglio avendo tempi, strutture, mezzi e strumenti adeguati. Confido in un nuovo contratto col full-time, facoltativo ed equamente retribuito. E l’organico aggiuntivo? “Parti uguali tra diseguali”, per dirla con Don Milani. Ma i precari? Tutti in ruolo, con meno alunni per classe e più turnover. I soldi? Lodi al presidente S. Mattarella: se 120 miliardi di euro di evasione fiscale vi sembram pochi...

I ragazzi ci accolgono volentieri, perché sanno che noi “DTB” proponiamo attività concrete, che oggi è di moda definire “laboratoriali”: apprendere una struttura ritmica nuova con la batteria, una concatenazione armonica particolare con la chitarra, una linea melodica intrigante con le tastiere, etc. Se lo sapesse, il nostro Ministro, che sono un “DTB laboratoriale” già dal 1980...

Antonio Deiara

Docente di Musica I.C.S. ITTIRI – SS

già Supervisore BFD Conservatorio “L. Canepa” - SASSARI 

 

Versione stampabile
anief anief
anief mnemosine eiform


In evidenza