Mercoledì, 01 Giugno 2016

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Veramente i presidi trascorreranno l'estate a leggere curriculum degli insegnanti? Lettera

di redazione
ipsef

Roberta Bruno - Sono una docente di scuola secondaria di II grado con molti anni di ruolo alle spalle e, dopo aver seguito in questi mesi il dibattito sulla formazione degli ambiti territoriali, la chiamata diretta del Dirigente in base al curriculum, la valorizzazione del merito, le ricadute sulla mobilità del personale docente e la formazione degli organici, vorrei esporre alcune personali riflessioni.

Premetto che sto scrivendo nella mattinata dell'11 gennaio, la data del famoso incontro tra sindacati e tecnici del MIUR per arrivare (o meno) ad un accordo in materia di mobilità 2016/17; magari le mie riflessioni saranno completamente inutili o superate fin da domattina, quando forse si saprà se l'accordo è stato firmato ed a quali condizioni e si saprà con quali criteri un docente sarà assegnato ad una scuola e soprattutto a degli studenti.

La prima considerazione è la seguente: evidentemente al legislatore che ha “inventato” gli ambiti territoriali non stava bene il vecchio modello di valutazione dei titoli che da decenni (almeno credo) era utilizzato per assegnare i trasferimenti: esso non rispecchiava
adeguatamente “il merito” o “il curriculum”. Ci si potrebbe chiedere che cosa contenesse tale modello di così difforme da un curriculum: vi si riportavano gli anni di ruolo e di preruolo (forse che avere anni di esperienza è diventato un demerito nella scuola italiana?), l'avere o no superato dei concorsi ordinari (chi ha provato a superarne uno conosce quanto siano selettivi), l'avere o no titoli di specializzazione o perfezionamento, master, seconde laure, ecc ecc.

Non sarebbero queste più o meno le cose che un docente scriverà nel proprio curriculum?

Non sarebbe stato più semplice aggiungere a questi titoli le altre voci che possono qualificare in qualche modo, anche oggettivamente, un docente, quali per esempio le competenze informatiche (es. avere o no ECDL), le competenze linguistiche (es. avere o non un livello B1, B2, C1 certificato da ente accreditato), avere il corso metodologico CLIL, aver frequentato corsi di aggiornamento di un certo rilievo (magari all'estero), e l' elenco potrebbe continuare… ed attribuire a ciascuna di queste voci un qualche punteggio nella domanda di trasferimento?

Personalmente, malgrado la non giovane età, ho cercato di migliorare la mia formazione negli anni, ho frequentato con fatica il corso metodologico CLIL, ho sostenuto e superato l'esame Cambridge ESOL per conseguire il C1 (acquistando testi e pagando di persona l'esame, prima del bonus di 500 euro), senza che tutto ciò mi fruttasse neppure un piccolo punticino né nella graduatoria interna né nella domanda di trasferimento.

Forse bastava ampliare adeguatamente le “voci” valutate nella domanda, così da avere un punteggio oggettivo che rispecchiasse la completezza del curriculum.

Quale sarà lo scenario che si configurerà, invece, nel prossimo futuro con gli ambiti territoriali, il curriculum e la chiamata diretta del DS?

Nell'Italia virtuosa già immagino Dirigenti Scolastici e loro collaboratori che passeranno tutta l'estate a leggere i curricula dei vari docenti, li confronteranno meticolosamente per decidere se sia meglio dare l'incarico al docente X della classe di concorso Y che ha un certo titolo (o esperienza professionale) adeguata al progetto Z inserito nel PTOF, oppure al docente K della classe di concorso W che sembra proprio perfetto per il progetto Q??? E se poi per caso i posti di potenziamento attribuiti a quella scuola non rispecchiassero le necessità e le intenzioni espresse nel PTOF???

E quando poi (sempre nell'Italia virtuosa) il “docente meritevole” sarà stato individuato e contatto, egli avrà determinati giorni di tempo per accettare o meno l'incarico (vorrà in effetti vagliare le varie proposte ricevute e decidere in quale scuola “spendere le proprie competenze”)… insomma in caso quel docente rifiutasse in favore di un'altra scuola il nostro bravo Dirigente invierà altra chiamata ad altro docente e così via… con quali tempi???

In definitiva, siamo certi che con l'inizio delle lezioni i docenti (siano essi i più “meritevoli”, preparati e soprattutto motivati) saranno finalmente assegnati al loro posto, per un sereno avvio di anno scolastico dei nostri studenti? E soprattutto, siamo certi che questo meccanismo andrà nella direzione di una “Buona Scuola”? Cordiali saluti,

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