Visualizza versione mobile

Mercoledì, 27 Luglio 2016

mnemosine
SERVIZI
SPECIALI ESPANDI

Il valore del giocattolo. Lettera

di redazione
ipsef

 Il modellino di una vecchia Land Rover degli anni '70 e l'inevitabile tuffo nel passato attraverso un richiamo "involontario" di vago sapore proustiano...

Quel giocattolo che aspettavi tutto l'anno, la trepidazione che non ti faceva dormire la notte e poi, quasi d'incanto, la scatola si apriva e il sogno, allora, si trasformava in realtà. L'emozione indescrivibile derivante dal cessare dell'attesa, per poi maneggiare finalmente il gioco "prescelto", che diventava così un compagno inseparabile, però da condividere con altri. Ricordi, forse, per tanti, sbiaditi e annebbiati, che si perdono oramai "nella notte dei tempi", chissà 40-50 anni fa. Ancora intatti, a distanza biblica di tempo, e conservati, insieme ad altri pochi "trofei" poggiati su qualche scaffalatura di casa.

D'altra parte "gli amici" buoni non si dimenticano e quelli oggetti "numerati" ma preziosi ti hanno affiancato e aiutato a crescere. Per alcuni una macchinina con il filo telecomandata, per altre una bambola contesa con la sorellina. O forse i mattoncini della ben nota "Lego", con i quali costruire casette colorate o astronavi personalizzate, alla volta della mirabolante conquista dello spazio. Che dire del mitico ed avvincente "scarabeo", nel tentativo di formare la parola ad incastro, la più lunga possibile. D'altra parte la fantasia di "noi bambini" riusciva a trasfigurare e ad abbellire anche l'oggetto più scontato. Tuttavia, la "rarità" di quel dono enfatizzava l'esclusività del suo valore, spingeva a custodirlo e a conservarlo gelosamente. Ci si affezionava ad esso, all'inseparabile "tesoro" personale!

Ma lasciamo perdere i flash, gli sguardi sul tempo che fu e se torniamo al presente vediamo in qualche angolo dimenticato contenitori zeppi di giocattoli-cianfrusaglie, ora bistrattati e rotti. Non più "reliquie" inestimabili, ma ciarpame accatastato, nell'aspettazione indifferibile dell'ultimo ritrovato ludico. Non due, cinque o dieci ma cinquanta, cento oggetti "insignificanti" e spesso "menomati", ridotti, in quella "moltitudine anonima", ad un'inutile routine. Anzi, in talune case, sembra che non ci sia sufficiente spazio per ospitarli tutti (ecco allora il rimedio efficace di cedere i giocattoli dismessi alla famiglia del vicino).

Del resto, chi può fermare anche l'inarrestabile corsa da parte di parenti ed amici a regalare il giocattolo più bello, tecnologicamente più avanzato e quasi sempre "grande e voluminoso nella sua inutilità"?

Il mondo degli adulti permissivi, iperprotettivi e "distratti", con i suoi padri peluches e con i suoi mille regali contribuisce a rendere i più piccoli viziati, incontentabili, capricciosi e "piagnucolosi", non disposti a subire la frustrazione della rinuncia. Non si è capaci di dire loro di "no", ma non si può far crescere i figli in una dimensione ideale, ritagliata sulle pretese egoistiche dei figli, in cui ogni loro desiderio venga esaudito e in cui non si conosceranno mai delusioni. Regali continui, forse talvolta per far tacere latenti "sensi di colpa" o per controbilanciare "un'abdicazione annunciata" rispetto ai propri ruoli educativi e formativi, pertanto a compensare l'indisponibilità all’ascolto, alla condivisione e alla conoscenza reciproca. Non si può nemmeno pensare, come ha spiegato un esperto "di comprare i nostri figli con dei regali: qualsiasi essere umano sa distinguere il valore di un oggetto da quello di un affetto e di un interesse sincero".

E' vero, lo dicevamo all'inizio, i tempi sono cambiati e le nuove generazioni sono sempre più "esigenti". Mai dimenticare, però, che ai nostri ragazzi potrebbe bastar poco... chissà la riscoperta "del profumo" e della semplicità di una filastrocca, ormai dimenticati, che Gianni Rodari definiva come "vero giocattolo", nella sua capacità di adempiere a tutte le funzioni di un buon giocattolo: "diverte, fa ridere, stimola affetto e socializzazione". Insomma un eccezionale gioco verbale, motorio e ritmico...

Claudio Riccadonna Ala

Versione stampabile
anief anief
anief mnemosine eiform


In evidenza