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Sabato, 23 Luglio 2016

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USB. La mobilità condanna migliaia di docenti alla chiamata diretta e al trasferimento coatto

di redazione
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comunicato USB - Con la mobilità 2016/2017 si è giunti a un accordo che rappresenta l'accettazione della legge 107 e della chiamata diretta. I sindacati confederali la riportano come una vittoria nei diversi comunicati visti in questi giorni, in realtà quello che hanno ottenuto è la tutela di una parte dei lavoratori, facendo la scelta sindacale e politica di non tutelarne altri, anzi di farne "carne da macello" per gli ambiti territoriali e la chiamata diretta!
C'è una volontà sindacale ben precisa per cui si è cercato un accordo a scapito della vita lavorativa di alcuni docenti, ma oggi ci tocca anche vedere che in modo insopportabile questi sindacati negano la modifica alla legge 107 ottenuta con questo accordo. È un falso, infatti, affermare oggi che la legge 107 è immodificabile perché, se si leggono le prime due fasi della mobilità, evidentemente c'è stata una modifica della legge, ma c'è stata solo a favore di alcuni.

La questione che poniamo è la seguente: se la legge poteva essere modificata, allora avrebbe dovuto essere estesa a tutti la tutela oggi riconosciuta solo ad alcuni docenti, altrimenti è chiaro che questi sindacati hanno lavorato per una divisione dei lavoratori. E se, come si legge dai documenti, nelle prime due fasi la legge 107 è stata modificata sacrificando una parte dei lavoratori, allora questi sindacati concertativi devono smettere di affermare nelle loro assemblee che la legge 107 è immodificabile, ma dire chiaramente che hanno sacrificato tutti i lavoratori del pianno assunzionale e tantissimi docenti di ruolo("immobilizzati").

Tra l'altro i lavoratori devono sapere che la creazione degli ambiti territoriali era prevista dalla legge entro il mese di giugno 2016, quindi tecnicamente la mobilità su ambiti avrebbe potuto essere rinviata al prossimo anno scolastico firmando adesso per una mobilità senza ambiti territoriali e senza la chiamata diretta.
Tutti i comunicati che leggiamo in questo periodo ci sembrano francamente indecorosi anche solo per l'ennesima illusione che si cerca di vendere ai colleghi.

Per l'Unione Sindacale di Base nessun lavoratore deve finire negli ambiti territoriali e nessuno deve essere soggetto alla chiamata diretta. Noi non avremmo mai sottoscritto un simile accordo, un sindacato non "deve mettere ordine in un porcile"(B.Brecht). Porteremo avanti questa posizione chiedendo anche un incontro al ministero.

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