Venerdì, 24 Giugno 2016

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Traduzione dalla lingua renziana: "Abbiamo fatto dei pasticci sulla scuola ". Lettera

di redazione
ipsef

"Sulla scuola abbiamo fatto qualche pasticcio" (cit., testuale, in lingua renziana).

Traduzione

"Abbiamo tolto il sonno e la dignità a una buona parte del mondo della scuola. Abbiamo immesso migliaia di docenti con semplice diploma magistrale, o abilitati con sanatorie senza nessuna selezione, senza preoccuparci di verificarne conoscenze e competenze.

Abbiamo dato cattedre a commessi, camerieri, segretarie che non hanno mai pensato per un istante al mondo della scuola, che non hanno la minina idea di cosa fare, soprattutto nella scuola di oggi.

Abbiamo ricattato una parte dei precari offrendo loro il meritato ruolo a 800 km da casa, anche se magari il posto più vicino c'era: senza pensare ai problemi provocati ad un padre di due figli, con un mutuo sulle spalle, costretto ora a sostenere un altro affitto a 1300 euro al mese, che non riesce nemmeno a trovare i soldi di un viaggio per tornare a casa e vedere la famiglia.

Abbiamo stabilizzato un'altra parte dei precari con le "cattedre di potenziamento": docenti in sala professori tutti i santi giorni, a disposizione per fare i tappabuchi di qualunque disciplina oppure, ogni tanto, per non stare con le mani in mano, spinti a fare qualche corso pomeridiamo che purtroppo, per ovvie ragioni, non si fila nessuno. E se a qualcuno può andar bene, "perché ho il posto e faccio poco", noi sappiamo che per quei docenti che prendono sul serio la loro funzione questo è un grave affronto alla loro professionalità e dignità. Lo sappiamo bene.

Abbiamo negato il ruolo (ora e in futuro) ad abilitati vincitori di una selezione su tre prove che ha respinto il 93% dei candidati. Abilitati che hanno fatto le stesse cose degli abilitati ora in ruolo (selezioni a numero chiuso basate sul fabbisogno, corsi, esami, tirocinio, esame finale), ma ai quali abbiamo continuato a negare il valore concorsuale delle loro prove. Abbiamo fatto in modo che alcuni di essi, che oltre alla loro disciplina hanno preso il Sostegno con un'altra selezione annuale, a numero chiuso, per avere il ruolo dovranno vincere una terza selezione. Cose che nemmeno alla Nasa. Non ci siamo interrogati sul dramma esistenziale e psicologico che esperisce chi è costretto a lavorare di giorno e studiare di notte, giocarsi il tutto per tutto per dover vincere 2, 3 concorsi in serie, ognuno dei quali con più prove, e poter così svolgere il proprio lavoro con un briciolo di dignità in più.

Abbiamo fatto tutto questo e tanto, tantissimo altro ancora. Ma rivedere e poi rimodulare le proprie scelte è per noi un segno di eccessiva debolezza. Sarebbe per la verità anche segno di grande intelligenza, ma noi siamo ignoranti, arroganti e presuntuosi, e pertanto questo segno non ci rappresenta.

Saluti"

Prof. Antonio Panico,
Docente di Filosofia e Storia e Docente di Sostegno

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