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Giovedì, 25 Agosto 2016

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Tagli pensione reversibilità: quali altre sono le prestazioni a rischio?

di Lucrezia Di Dio
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La delega di povertà, approvata dal CdM lo scorso 28 gennaio, permetterà al Governo di razionalizzare le prestazioni assistenziali e previdenziali legate al reddito.

Con la normativa vigente si accede a determinate prestazioni previdenziali e assistenziali tenendo presente il reddito personale o quello coniugale, in caso di coppie.

Se la delega di povertà andrà in porto, invece, per accedere a questi trattamenti sarà necessario basarsi sul reddito Isee, tenendo conto, quindi, oltre al reddito personale o coniugale, anche il patrimonio mobiliare e immobiliare dell’intero nucleo familiare e i conti correnti bancari e postali di ogni componente del nucleo.

Questo ovviamente porterà la platea dei beneficiari di tali prestazioni a subire un notevole decremento e per chi fruirà delle prestazioni ci sarà, nella maggior parte dei casi, un taglio netto agli importi erogati.

Le prestazioni previdenziali e assistenziali che potrebbero subire il taglio grazie alla nuova normativa sono:

  •  Assegno sociale
  • Integrazione al trattamento minimo
  • Maggiorazione Sociale del trattamento minimo
  • Incremento al milione
  • Quattordicesima
  • Somma aggiuntiva
  • Pensione di reversibilità
  • Assegno al nucleo familiare concesso dai Comuni

Il ministro dell’Economia, PierCarlo Padoan, però, assicura gli italiani annunciando che le prestazioni già in essere non subiranno interventi poichè le novità riguarderebbero soltanto le prestazioni future.

Tra le misure ipotizzate, e forse quella che maggiormente preoccupa gli italiani, è quella di rivedere anche le pensioni di reversibilità e quelle indirette che sono erogate alla morte del beneficiari a coniugi e figli. Se anche in questo caso le prestazioni fossero agganciate al reddito Isee e non più soltanto al reddito personale, la pensione di reversibilità, che già viene erogata al 60% dell’importo percepito dal defunto, potrebbe subire notevoli tagli.

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