Mercoledì, 25 Maggio 2016

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Supplenze con contratti fino all'avente diritto... ma il diritto di chi? Lettera

di redazione
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inviata in redazione da Pamela Pettinari -  L’ART. 26 della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI del 1948 sul DIRITTO ALLO STUDIO conferma e insiste su due punti importanti: INALIENABILE E FONDAMENTALE .

Per l’esattezza ribadisce tale concetto:“ OGNI INDIVIDUO HA DIRITTO ALL’ISTRUZIONE […]” comma 1.Lo stesso continua persistendo sulla QUALITA’ e il FINE DELL’ISTRUZIONE rispetto agli stessi diritti umani.

L’ART. 23 della dichiarazione sopra citata afferma il DIRITTO AL LAVORO, ALLA LIBERA SCELTA DELL’IMPIEGO, A GIUSTE E SODDISFACENTI CONDIZIONI DI LAVORO ED ALLA PROTEZIONE CONTRO LA DISOCCUPAZIONE” comma1

Noi insegnanti precari ci vogliamo appellare a questi DIRITTI chiedendo la garanzia che questi, per noi e per i nostri ragazzi, vengano espletati.

La lotta che noi docenti non di ruolo vogliamo portare alla ribalta deve essere un segno tangibile di una lotta assidua affinché possa arrivare al cuore del problema debellandolo in tutti i suoi punti.

Il nostro è un grido di protesta non più silenzioso ma determinato a raggiungere la sensibilità di chi non si preoccupa di garantire il rispetto del lavoro e dell’istruzione come base fondamentale per la crescita e lo sviluppo del genere umano.

In Italia infatti l’art. 36 della COSTITUZIONE ITALIANA afferma l’obbligatorietà del servizio pubblico rivolto a tutti. L’impegno dell’autorità pubblica consiste nella rimozione (art. 3) di quegli ostacoli di ORDINE ECONOMICO-SOCIALE (e possiamo aggiungere MORALE) che caratterizzano il cammino di individui capaci e predisposti.

Nella PROPOSTA DELLA CARTA DEI DIRTITTI E DEI DOVERI DELLO STUDENTE IL TITOLO II art. 3 è sancito quanto segue: “gli studenti hanno diritto ad avere un personale docente competente e preparato didatticamente sin dall’inizio dell’anno scolastico”

MA IN NESSUN ARTICOLO si parla di GARANTIRE LA CONTINUITA’.

Il sottosegretario Faraone ha ribadito, per gli insegnanti di sostegno, che dovranno essere EROI PER SCELTA.

Anche noi precari siamo un po’ EROI PER SCELTA, EROI SOLITARI a dirla tutta perché proprio come il don Chisciotte di Cervantes lottava contro i mulini a vento scambiandoli per giganti anche noi ci troviamo di fronte a giganti come la macchina burocratica del MIUR e del MEF che tra ritardi e mancata comunicazione dilata, nel tempo e nello spazio, il regolare pagamento degli stipendi.

Nonostante questo l’INSEGNAMENTO è per noi una VOCAZIONE che ci rende missionari e degni di essere tali.

Tale dignità pedagogica riguarda però anche tutti gli alunni e tocca la quotidianità didattica; essa infatti dà attenzione al singolo e valore all’intera collettività.

La scuola è difatti una grande comunità, una grande famiglia che viene fatta a pezzi ogni qualvolta noi docenti e i ragazzi non siamo più esseri umani ma singoli numeri all’interno di un grande sistema malato che non trova e non vuole trovare le soluzioni e che preferisce cercare le leggi (che peccano ancora di separazioni) piuttosto che trovare le competenze (che non sono garantite da test selettivi o concorsi esaustivi)

NOI CHIEDIAMO QUINDI CHE VENGA GARANTITA LA CONTINUITA’ DIDATTICA per due ragioni: sia perché è da considerarsi un valore IRRINUNCIABILE sia perché contribuisce a costruire la QUALITA’ dell’individuo.

Non c’è infatti inclusione senza stabilità e i contratti FINO ALL’AVENTE DIRITTO sono il presupposto per far si che la dignità dei docenti venga distrutta insieme alla possibilità per gli alunni di continuare il percorso scolastico iniziato con un docente.

Lottare, malgrado tutto, è un diritto e continueremo a farlo perché teniamo alla scuola e teniamo ai nostri alunni.

Noi docenti precari

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