Giovedì, 30 Giugno 2016

mnemosine
SERVIZI
SPECIALI ESPANDI

Lo spagnolo è solo una moda? Qualche numero. Lettera

di redazione
ipsef

Cara redazione di OS, mi chiamo Mauro, 37 anni, laurea magistrale 110/lode in lingue e letterature europee ed extra-europee, tesi in letteratura spagnola. Sono ovviamente un insegnante di spagnolo. Sono ancora fuori graduatoria e non vedo l'ora di abilitarmi.

Vi scrivo perché spesso e volentieri sento valutazioni errate circa l'insegnamento dello spagnolo come seconda lingua straniera, tra le quali, quella che va per la maggiore è che lo spagnolo "è solo una moda". Vi do qualche numero, fonte UNESCO, che invece spiega meglio cos'è in realtà lo studio della lingua e della cultura spagnola:

1) Con 470 milioni di nativi lo spagnolo è la seconda lingua madre del mondo dopo il cinese; con 90 milioni di studenti nel mondo non ispanico, dei quali 30 europei, lo spagnolo è la terza lingua più parlata al mondo dopo inglese e cinese, arrivando così a ben 560 milioni circa di utenti totali; lo spagnolo è inoltre la terza lingua più usata nelle reti sociali come Facebook e Twitter (in questo caso è addirittura la seconda lingua più usata).

2) Lo spagnolo è la seconda lingua più parlata negli Stati Uniti e in Brasile. Nel 2050 gli USA diventeranno il primo paese al mondo di lingua spagnola con una popolazione di 130 milioni; mentre è notizia recente che lo spagnolo è la seconda lingua ufficiale del Brasile che ha indirizzato i propri interessi economici verso i vicini stati spagnoli e non più verso gli Stati Uniti.

3) Lo spagnolo dopo l'inglese è la seconda lingua più utilizzata nelle comunicazioni internazionali ed è tra le lingue ufficiali nella ONU e nelle sue organizzazioni.

4) L'Italia è il terzo paese al mondo dove risiedono più ispanoparlanti dopo USA e Brasile; ed è il quarto paese al mondo dove ci sono più studenti di spagnolo.

5) Con lo spagnolo si può viaggiare in più di 20 paesi in cui è lingua ufficiale.

6) E' una lingua chiave nel mondo degli affari.

7) E' la lingua della cultura, dello scambio, dell'amicizia, della festa e della socialità.

8) Lo spagnolo permette l'accesso a opere di autori classici o contemporanei, dato il successo oggi del cinema, della letteratura, dello sport e di altri settori del mondo spagnolo. Opere come quelle di Cervantes, Sender, Cela, Lope, Calderón, Unamuno, Valle-Inclán, Lorca, Buero, Baroja, Serna, Marías, Millás, Almudena Grandes, Carrasco, Álamo de la Rosa o González Egido, García Márquez, Gutiérrez, Arlt, Quiroga, Allende o Neruda,  o i film di Almodóvar, Armendáriz, Saura, Buñuel, Álex de la Iglesia, Rodríguez, Cesc Gay e molti altri, sono tutte opere apprezzabili solo in lingua originale.

La mia è solo una veloce sintesi, forse anche non precisa, del documento di cui vi lascio il link:

http://www.cedro.org/docs/default-source/otros/informe_cervantes.pdf?sfvrsn=2

Inoltre, leggendo i vostri articoli più recenti, finalmente si parla delle tante, numerose, supplenze che non fanno bene ai ragazzi.

1) Ci dovrebbe essere un limite kilometrico agli spostamenti ed evitare che da altre regioni arrivino professori che nel giro di qualche settimana già chiedono l'avvicinamento, il trasferimento o altro, lasciando di nuovo le classi scoperte. Vi porto il mio esempio. Senza fare nomi: in un paese vicino al mio, sette minuti di macchina, sono da sempre disperati per cercare il professore di spagnolo. La mia messa a disposizione ce l’hanno, ma non mi hanno mai contattato. Lo scorso anno hanno dovuto prendere una ragazza di venticinque anni, di Salerno, che è andata a dormire in canonica dal prete perché non sapeva dove andare, solo perché era in graduatoria (da Salerno??). E io? Che vivo a sette minuti? Non ero meglio? Io dico di sì.

2) Le graduatorie aiutano davvero? Cosa tutelano? Me lo chiedo perché se io inizio l'anno in una scuola, perché mai qualcun'altro dovrebbe prendere il mio posto, per poi lasciarlo qualche mese dopo per maternità o altri motivi? Ecco che assicurare ai professori che accettano l'impiego fin dal primo giorno di scuola di poter arrivare fino alla fine dell'anno sarebbe l’incentivo giusto a migliorare la nostra scuola.

3) Vorrei tanto abilitarmi. Lo Stato me lo permette? Non ancora. Perché? A parte che io mi chiedo cosa ho speso a fare tutti quei soldi in tasse, libri, affitti, pranzi all'addiaccio e tutto quel tempo, quell'energia, quelle forze per laurearmi a pienissimi voti se poi devo ancora dimostrare allo Stato la mia competenza abilitandomi? Io ormai sono fuori, ma per il futuro avrebbero senso o lauree di per sé abilitanti o al massimo un biennio abilitante successivo alla magistrale e non a numero chiuso.

Nel frattempo io cosa faccio? Salto di palo in frasca perché a qualcuno sta bene che ci sia questa situazione sclerotica nella scuola italiana? Il prof. Bruschi in un vostro articolo sostiene anche giustamente l'inutilità di avviare il TFA per le classi esaurite, ma se guardo dal mio punto di vista, sapendo che spagnolo è in crescita e che i professori sono richiesti, perché io non posso accelerare questa formalità dell'abilitazione e poter così assicurare la tanto sospirata continuità curriculare? Stesso professore almeno per tutto l'anno, meglio ancora se papabile di contratto tri-sessennale. L'autonomia dov'è?

Ringrazio per l'attenzione e soprattutto se la mia lettera verrà pubblicata o riceverà una risposta.

Buon lavoro e continuate a informarci perché, soprattutto per uno come me che non capisce il linguaggio legislativo e deve sempre farsi tradurre in atto pratico le normative, voi fate sempre un lavoro perfetto. Grazie ancora e buona giornata

Mauro Fradegradi, Abbiategrasso (MI).

Versione stampabile
anief anief
anief mnemosine eiform


In evidenza