Sabato, 28 Maggio 2016

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Soluzioni per una mobilità più equa. Lettera

di redazione
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Mary Branca - Gent.ma Redazione, leggendo quanto ogni giorno lamentano i colleghi osservo che tutti chiedono che vengano riconosciuti i loro diritti, essendo ciascuno posto dalla legge 107 su un piano diverso l'uno dall'altro.

Non è possibile giustificare la bontà della legge 107 quando pone in essere palesi discriminazioni, differenze e quant'altro tra docenti immessi in ruolo con le varie fasi, i quali dovrebbero godere degli stessi diritti.

Si è venuto a creare il paradosso che le richieste dei docenti siano differenti in relazione allo status acquisito con la propria fase di immissione in ruolo, reclamando essi ulteriori discriminazioni tra colleghi. Una guerra tra poveri.

Gli effetti devastanti sul piano umano di coloro che sono stati mandati lontano da casa (quelli della fase B) vengono additati dai colleghi delle altre fasi come conseguenza della volontaria accettazione, quando invece è stata una vera e propria coercizione: o accetti o rimani fuori dalle graduatorie.

I docenti immessi in fase 0 e A temono inoltre che nella prossima mobilità di essere addirittura scavalcati da colleghi della fase B e C.

Anziché reagire tutti all'unisono abbiamo creato una babele di richieste.

Occorre pertanto riflettere che le soluzioni più giuste si possano trovare solo chiedendo gli stessi diritti per tutti e senza differenze con i colleghi già in ruolo prima del 2014. Tanti disagi e tante polemiche non si sarebbero sollevati se fosse stato usato il criterio “che chi punti ha più diritti ha” e senza suddivisioni di fasi.

Come correggere le storture della Buona Scuola? I Sindacati dovrebbero portare avanti le trattative senza condizionamenti di parte e pongo loro i seguenti punti che sarebbe giusto ottenere nell'unità di intenti:

- Utilizzare tutte le cattedre di diritto, di fatto e di potenziamento per i trasferimenti, passaggi di cattedra e immissioni in ruolo;

- Dare titolarità su sedi definitive e non contratti triennali su ambiti territoriali;

- Consentire a tutti di fare domanda di trasferimento e passaggio di cattedra.

L'ultimo punto faciliterebbe coloro che aspirano all'avvicinamento su altra classe di concorso essendo in possesso di abilitazione ma avendo accettato il ruolo per altra cattedra che li ha allontanati da casa: occorrerebbe pertanto rimuovere la rigidità del vincolo.

Un'ultima osservazione. La frammentazione dei diritti e delle richieste dei docenti immessi in ruolo in fase A 0 B e C, che impegnano le OO.SS. a cercare compromessi sul tavolo delle trattative con il Ministero, non sarà un buon escamotage per allontanare l'attenzione dei docenti e il governo a rimandare il problema del rinnovo contrattuale e del giusto riconoscimento economico?

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