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Mercoledì, 27 Luglio 2016

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Sindacati in piazza: ridicolo aumento di 8 euro. Contratto innovativo e modifiche agli ambiti territoriali della legge 107

di redazione
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"Un contratto innovativo per tutto il personale della scuola e per cambiare la legge 107". Con questi obiettivi oggi i segretari generali dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda in piazza.

Domenico Pantaleo (Flc Cgil) "Il Governo smetta di elargire regalie ritagliate su false emergenze politico-sociali e fondate invece su evidenti scopi elettorali. La strada maestra è una sola: il contratto di lavoro"

"Bisogna rinnovare il contratto - ribadisce Francesco Scrima (Cisl Scuola) - per riconoscere finalmente giusta dignità e valore al lavoro nella scuola, avvicinando i trattamenti economici a quelli degli altri paesi europei. Ma non solo questo, occorre fare della contrattazione la leva giusta e più efficace per processi di innovazione condivisi e non imposti con arroganza e scarsa competenza. La scuola può funzionare bene solo se le diverse professionalità che vi operano sono valorizzate al meglio. Il governo trovi per questo le risorse necessarie".

Pino Turi (Uil Scuola) "Ora bisogna far funzionare le scuole, dare sicurezze professionali alle persone, valore al loro lavoro con il rinnovo del contratto" "La legge 107 va cambiata - precisa Turi - negli ambiti territoriali, la titolarità e responsabilità dei docenti nei confronti degli alunni".

Marco Paolo Nigi (Snals Confsal) - "Il governo mortifica i lavoratori della scuola, li considera fannulloni e assenteisti. Al tempo stesso li condanna a un non rinnovo del contratto (bloccato da oltre 6 anni) e li mortifica, mettendo nella legge di stabilità solo pochi euro. Va cambiata la 107 nei punti in cui mortifica la scuola e va rinnovato il contratto.

Rino Di Meglio (Gilda-Fgu) "Continueremo a batterci per la cancellazione delle parti inaccettabili della Legge 107 - mette in chiaro - in particolar modo la chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, che rischia di configurarsi come una trattativa privata. Proseguiremo la nostra battaglia contro gli ambiti territoriali, che minacciano di discriminare i neo assunti rispetto a quelli titolari di cattedra con il meccanismo precedente, e contro il sistema di valutazione che investe i valutati, cioè gli studenti, del ruolo di valutatori degli insegnanti".

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