Martedì, 24 Maggio 2016

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Sicilia: immissioni in ruolo sostanziose ma insufficienti; situazione emergenza per il sostegno. Lettera

di redazione
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Con la 107/2015 denominata “Buona scuola”il governo Renzi ha proclamato la fine della “supplentite”. Il sottosegretario Davide Faraone nell’articolo pubblicato su un noto giornale siciliano  parla di un successo epocale sul numero delle immissioni in Sicilia. Parla di più di 7000 immissioni nel 2015 e di ulteriori 4109 previsti dal bando del nuovo concorso. 

I numeri indicati sono veritieri. Tuttavia, urge sottolineare che per quanto le immissioni in ruolo siano numericamente sostanziose, non sono affatto eccezionali se rapportate ad una recente stagione di tagli effettuati dai governi precedenti.

Se poi si entra nel merito, questi numeri nascondono altre verità.

Il sottosegretario, ad esempio, non fornisce nessun elemento riguardante la particolare situazione del sostegno in Sicilia. Nell’ultimo triennio il rapporto tra l’organico di diritto (inseriti stabilmente nel bilancio dello Stato) e l’organico di fatto (numero di posti annualmente autorizzati dal MEF in funzione delle reali necessità delle scuole) è stato portato per tutte le province d’Italia al 90% circa. Ciò significa che in Sicilia su 11430 posti autorizzati dal MIUR, 10500 sono di ruolo, la restante parte è stata coperta nell’ultimo anno con il ricorso ai supplenti o a trasferimenti annuali (chiamati tecnicamente assegnazioni o utilizzazioni provvisorie).

Se il dato fosse questo saremmo concordi con il ritenere questa quota come fisiologica per una Amministrazione che deve salvaguardarsi da eventuali casi di riduzione delle iscrizioni. Ma il Ministero e gli addetti ai lavori tutti sanno invece che solo nell’ultimo anno sono stati autorizzati dal MIUR per la sola regione Sicilia 3000 posti in deroga. Quindi la pianta organica sul sostegno risulta sottodimensionata di oltre il 35% rispetto alle effettive necessità.

Lo sanno le famiglie degli alunni disabili, che per ottenere il diritto ad avere un insegnante di sostegno per le ore effettivamente necessarie devono ricorrere al TAR, il quale ha costantemente condannato il MIUR non solo alle spese legali, (circa 3 milioni di euro solo in Sicilia nel 2015 sulle spalle dei contribuenti) ma anche ad una tardiva assegnazione dei docenti specializzati sul sostegno agli alunni ricorrenti, ad anno scolastico inoltrato.

Questi ricorsi hanno portato i posti in deroga da 200 di sette anni fa, agli attuali 3000 e secondo le proiezioni in nostro possesso il dato potrebbe raggiungere la quota di 6000. Questi ultimi sono posti per cui non è prevista copertura finanziaria e che quindi non vengono dati al ruolo né a trasferimento.

Ad oggi una buona parte degliinsegnanti specializzati sul sostegno sono meridionali e si ritrova con un ruolo al Nord. A questi a breve si aggiungeranno coloro che provvisoriamente sono assegnati ad un ruolo nelle proprie province di residenza ma che saranno costretti ad una domanda di mobilità obbligatoria che con ogni probabilità li porterà nelle province del NORD. Questo perché le possibilità di ottenere un trasferimento sono limitate ai soli posti in organico di diritto, che al SUD sono per la maggior parte saturi, mentre al nord sono per lo più vuote.

Nel corso del corrente anno scolastico 2015/2016 è stata data la possibilità di un’assegnazione provvisoria a tutti i colleghi meridionali in ruolo al nord, perché al di là del nome dato, i posti ci sono, e quel che risulta ancora più sconcertante è che nonostante ciò, si è dovuto ricorrere a personale non abilitato e non specializzato per coprire circa 500 cattedre di sostegno rimaste vacanti solo nella provincia di Palermo.

Nelle scorse settimane un emendamento al Decreto Milleproroghe avrebbe dovuto consentire una proroga della concessione delle assegnazioni provvisorie in deroga al vincolo triennale di permanenza sul posto ottenuto con il ruolo. La fiducia posta sul decreto Milleproroghe ha fatto decadere quell’emendamento, quindi ad oggi si denuncia la gravissima situazione che si verrebbe a determinare se il Parlamento non dovesse licenziare un provvedimento di proroga delle assegnazioni provvisorie.

Ricordiamo che la suddivisione delle ultime immissioni in diverse fasi ha creato delle situazioni paradossali: i docenti con maggiori punteggi sono emigrati al nord, insegnanti con pochi punti, si sono ritrovati con il ruolo sotto casa. L’accordo sulla mobilità straordinaria del personale docente per l’anno scolastico  2016/2017, firmato dalle OO.SS., prevede una nuova suddivisione in fasi. Ancora una volta è stata data precedenza all’anno di immissione in ruolo e non ai titoli, al servizio, alla tanto richiamata meritocrazia!

Infine denunciamo l’inutilità di un nuovo e oneroso concorso. I docenti con un ruolo al Nord hanno tutto il diritto di andare a ricoprire i posti previsti dal bando, come prevede la normativa sulla Pubblica Amministrazione e ricordiamo che chi è rimasto in Gae o in graduatorie d’istituto, docenti che da anni lavorano nelle nostre scuole, avrebbe già pieno diritto ad essere assunto secondo quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea.

Caterina Bologna docente di sostegno scuola media di Palermo immessa in ruolo a Milano. Leonardo Alagna docente di sostegno scuola media superiore di Palermo in ruolo a Palermo ma costretto a mobilità.

 

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