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Sabato, 30 Luglio 2016

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SPECIALI ESPANDI

Senza di noi, docenti precari, che abbiamo occupato i posti vacanti in questi ultimi anni, la scuola non avrebbe potuto funzionare. Lettera

di redazione
ipsef

Sono un docente abilitato all'insegnamento, inserito nella seconda fascia delle graduatorie d'istituto e ho svolto servizio d’insegnamento nella scuola per 10 anni.

Ho conseguito l'abilitazione con spese interamente a mio carico (circa 3.000 €). Con l'abilitazione lo Stato mi ha ritenuto idoneo e competente per l'esercizio della professione di docente, mi ha consentito di insegnare per 10 anni e ora, con l'approvazione della legge 107, mi chiede di superare un concorso per poter continuare ad insegnare.

Non c'è motivo perché non mi venga riconosciuto quel diritto che il mio titolo abilitante garantirebbe: l’ingresso nelle Graduatorie ad Esaurimento. Noi docenti abilitati abbiamo già maturato il pieno diritto all'immissione in ruolo.

Senza di noi, docenti precari, che abbiamo occupato i posti vacanti in questi ultimi anni, la scuola non avrebbe potuto funzionare. Quei posti erano vacanti non certo per colpa nostra, bensì perché per 15 anni lo Stato non ha bandito i concorsi. Anche il concorso del 2012 non ha risolto il problema della "supplentite" perché sono stati messi a bando un numero assolutamente irrisorio di posti rispetto alle effettive carenze di organico.

Ho svolto servizio d’insegnamento nella scuola per 10 anni con entusiasmo e passione, ho partecipato a commissioni per esami di stato, compilato registri, verbali, schede di valutazione, di competenza in uscita, mantenuto funzioni di coordinamento ecc. Ho assunto responsabilità, obblighi e doveri istituzionali perché credo nella Scuola e nella sua funzione formativa ed educativa. Il mio percorso di aggiornamento e formazione, sempre autofinanziato, non si è mai interrotto. Ho ampiamente dimostrato di saper fare il difficile mestiere di professore, ho sviluppato competenze e abilità specifiche, sono una risorsa preziosa per la Scuola e per lo Stato.

Si ha l'impressione che il Governo guardi a noi abilitati di seconda fascia con insofferenza e ostilità. Sembra quasi che l'aver insegnato come precario nella scuola sia una colpa e che il principale male della scuola siamo noi precari. Sembra che eliminando noi, che abbiamo insegnato "abusivamente" per 10 anni, si possano risolvere tutti i problemi della scuola. E se si provasse invece a ridimensionare il ruolo di tutti quei burocrati che al MIUR e nella scuola fanno il bello ed il cattivo tempo e che sono i veri artefici di questa sconcertante riforma e di tutte le precedenti riforme?! I politici vanno e vengono, i partiti si avvicendano al potere, ma i burocrati restano sempre lì inchiodati al loro posto, protetti dalla loro arroganza. Come possono mai risolvere un problema che essi stessi hanno creato negli anni passati?! Quei burocrati hanno fatto fare una pessima figura non solo al Governo Renzi ma a tutti i precedenti Governi.

La legge 107, come tutte le nuove leggi, avrebbe dovuto contenere quelle norme transitorie che potessero sanare le situazioni anomale che si erano venute a creare nel corso degli anni. La legge 107 avrebbe dovuto consentire la stabilizzazione di quelli che, come noi, insegnano già da anni e anni. La legge 107, invece, non solo non ci stabilizza ma, addirittura, stabilisce che chi ha già insegnato per più di 36 mesi non può più essere utilizzato.

Lo Stato, per sanare la nostra situazione, potrebbe anche fare un concorso per soli titoli, come se ne fanno a decine nella PA, dando il giusto peso al servizio prestato che è il principale merito che deve essere riconosciuto.

Quest'anno, per il solo fatto che erano presenti nelle GaE, sono stati passati di ruolo con la fase C migliaia di docenti. Sono contento per questi colleghi che abbiano ottenuto un posto di lavoro con cui possono costruire un futuro e una famiglia. Va, comunque, constatato che alcuni di essi non avevano, addirittura, mai insegnato e non sapevano neanche che cosa fosse un POF/PTOF oppure una LIM. Per la maggior parte di essi non ci sono cattedre vacanti che possano ricoprire e, prima dei prossimi 10÷15 anni, queste cattedre non si libereranno perché appartiengono a classi di concorso che erano, già prima della loro immissione in ruolo, in esubero, ossia i docenti di ruolo erano più delle cattedre esistenti. Si cerca di utilizzare i docenti della fase C con il potenziamento... 7÷8 docenti assegnati ad ogni scuola con una spesa annua di 200.000 € (per ogni scuola) per fare il potenziamento!! Questa cosa non la capisco... soprattutto se si pensa che per noi abilitati di seconda fascia ci sarebbero tantissime cattedre vacanti, che attualmente ricopriamo come supplenti e sulle quali potremmo passare di ruolo. Le nostre cattedre vacanti non possono essere occupate dai colleghi della fase C perché appartengono a classi di concorso diverse... un docente di diritto non può insegnare meccanica.

Se lo scopo della cosiddetta "Buona Scuola" era quello di dare agli alunni il miglior docente possibile, quello capace e meritevole, allora questa riforma ha fallito perché si passano di ruolo docenti che non hanno nessuna esperienza e che non sono mai entrati in classe, mentre si lasciano fuori docenti con 10 anni di esperienza.

Se, invece, lo scopo della cosiddetta "Buona Scuola" era quello di eliminare la "supplentite" allora, questa riforma ha nuovamente fallito. Esaminando con attenzione le recenti dichiarazioni in Parlamento del sottosegretario Faraone si evince che tra 3 anni ci saranno ancora 78.000 supplenti, nonostante l'imponente numero di docenti immessi o da immettere in ruolo dal 2015 al 2018 (si parla di circa 180.000÷200.000). Il nostro Sottosegretario afferma che oggi ci sono 108.000 supplenze e quindi altrettanti posti liberi e, inoltre, nei prossimi 3 anni si prevede di passare di ruolo 90.000 docenti. Resterebbero liberi 108.000-90.000 = 18.000 posti a cui vanno però aggiunti una media di 20.000 pensionamenti all'anno che per 3 anni fanno 60.000.

Tra 3 anni, quindi, ci saranno ancora 18.000+60.000 = 78.000 posti liberi e quindi altrettanti supplenti, nonostante l'impressionante numero di docenti (circa 200.000) che sono passati di ruolo o che passeranno di ruolo con il Governo Renzi, un numero mai visto e impensabile negli anni passati. Il problema è che si è immessi in ruolo i docenti sbagliati, quelli che non servivano alla scuola, mentre si lasciano fuori i docenti con 10 anni di servizio che potevano risultare utilissimi. Che senso ha fare il potenziamento delle competenze in una classe se poi in quella classe mancano alcuni docenti di ruolo e bisogna utilizzare i supplenti?! In alcune materie non si riesce a dare le competenze di base perché mancano i professori di ruolo e poi in altre materie si vuole dare addirittura il potenziamento.

Nel passato è stato sfruttato il lavoro di noi docenti precari ed ora con il concorso ci vogliono umiliare attribuendoci punteggi offensivi per il servizio, mentre viene spianata la strada alla lobby universitaria che dovrebbe prendere il nostro posto... si pensi all'assurdità che nel concorso che sta per essere bandito vengono attribuiti appena 5 punti a chi ha 10 anni di insegnamento, lo stesso punteggio attribuito a un dottorato di ricerca.

Le Università, che hanno gestito i TFA, hanno ammesso a tali corsi abilitanti i propri dottori di ricerca e i propri ricercatori, con cui avevano un rapporto di lavoro quotidiano, dandogli uno sbocco occupazionale, ed hanno, inoltre, escluso moltissimi docenti con anni di servizio che si sono visti costretti a ripiegare sui PAS. Le Università avrebbero dovuto, per correttezza deontologica, dichiarare la propria incompatibilità ad esaminare i propri dottori di ricerca e i propri ricercatori ai fini dell'ammissione ai TFA.

Ora le Università e i burocrati del MIUR, dovendo decidere sui punteggi da assegnare al concorso, attribuiscono ben 15 punti di vantaggio (che sono un'enormità e che saranno determinanti nelle graduatorie del concorso) ai dottori di ricerca, spianandogli la strada per l'assunzione nella scuola e commettendo una grande ingiustizia nei confronti di chi si è abilitato con i PAS. Sono attribuiti, difatti, 5 punti in più per il titolo di dottorato, altri 5 punti in più per il TFA, ulteriori 5 punti in più se si considera che i dottori di ricerca hanno ricevuto dalle Università, con le quali avevano un rapporto di lavoro quotidiano, un voto di abilitazione mediamente molto più alto degli altri concorrenti e questo voto di abilitazione più alto si traduce, secondo la bozza del bando di concorso, in un punteggio più alto di circa 5 punti.

Non è neanche giusto che gli abilitati PAS con punteggio di abilitazione uguale o inferiore a 76/100 abbiano zero punti nel concorso e siano messi alla pari di chi parteciperà al concorso senza abilitazione. Sappiamo benissimo che i laureati senza abilitazione, nonostante il bando lo vieti, potranno tranquillamente partecipare al concorso, qualora facciano ricorso al TAR (o al Giudice del Lavoro) che darebbe loro ragione. La giurisprudenza al riguardo non lascia dubbi.

Dieci anni di insegnamento, passati a diretto contatto con centinaia di alunni e con tutte le reali problematiche della scuola, sviluppano tali e tante competenze che non possono essere neanche comparate a quelle poche competenze che può avere quel docente senza esperienza d'insegnamento il quale, partecipando al concorso, riesca a rispondere a qualche domanda nozionistica in più, oppure risulti avvantaggiato da una ingiusta attribuzione dei punteggi.

La nostra combattività è stata fiaccata da anni e anni di incertezze sul nostro futuro, dai continui cambiamenti di Istituto e di materie da insegnare, dai 200.000 km fin qui percorsi in auto per raggiungere il posto di lavoro, dalle ingiustizie e dalle umiliazioni subite soprattutto negli ultimi mesi. Serpeggia tra di noi un profondo senso di scoramento e frustrazione. Stiamo ormai subendo inermi questa enorme ingiustizia che si sta perpetrando ai nostri danni. Con quale spirito e con quale serenità potremo affrontare questo concorso?!?

Poniamo il caso che al concorso, per qualsivoglia motivo, non necessariamente dovuto alla nostra mancanza di preparazione o di capacità, prendiamo un voto basso e veniamo esclusi, allora lo Stato ci toglie quel posto di lavoro a cui, dopo 10 anni di insegnamento, avevamo diritto e lo assegna ad altri docenti senza esperienza e che in classe avranno certamente risultati inferiori ai nostri! E noi cosa facciamo dopo 10 anni dedicati alla scuola?! In passato abbiamo rinunciato ad altre possibilità di lavoro e abbiamo investito tutto il nostro tempo nella non facile professione di docente confidando in una legittima stabilizzazione. Ora come facciamo a reinventarci un altro mestiere?! Sarà davvero difficile, considerato che molti di noi hanno superato i 50 anni. Come faremo a mantenere la nostra famiglia e i nostri figli se rimaniamo senza un reddito?! Un reddito di 1.300 € al mese che è, comunque, inadeguato rispetto al prestigio e alla complessità del lavoro che svolgiamo ed è il più basso tra i paesi trainanti dell'Europa.

Con questo concorso si pretende che noi ci prepariamo su materie come pedagogia, didattica, disabilità e BES, valutazione, legislazione, storia della scuola, lingua inglese, oltre che su tutto lo scibile della nostra classe di concorso, in tempi ridottissimi e assolutamente non congrui.

Si tenga presente che ognuno di noi, docenti abilitati, sta attualmente lavorando a tempo pieno nella scuola e non ci viene neanche consentito di usufruire di permessi retribuiti per poterci preparare alle prove del concorso. Dal momento che per 15 anni non sono stati banditi concorsi, la nostra età media è tale per cui, nella gran parte dei casi, siamo padri e madri di famiglia, con oneri che rendono impossibile dedicare giorno e notte allo studio nozionistico che ci viene richiesto.

Vincere questo concorso non sarà facile vista l'ingiustizia nell'attribuzione dei punteggi. Sarà, inoltre, come sperare di vincere un terno al lotto visto l'inadeguato numero di posti messi a bando in confronto all'enorme platea di partecipanti.

Il futuro di noi precari, ma anche della scuola in generale, appare molto buio e la speranza che i nostri politici si ravvedano, modificando questa riforma che sta rovinando la scuola oltre che le nostre famiglie, si fa ormai sempre più flebile.

Chiedo al Presidente del Consiglio, al Governo e ai Parlamentari:

  1. che il concorso venga rinviato di un anno perché ormai non ci sono più i tempi tecnici per completarlo prima di settembre e perché occorre un congruo periodo di riflessione visto che "sulla scuola abbiamo fatto qualche pasticcio" come ha detto il Presidente Renzi e questo pasticcio non si può risolvere il giorno dopo che è emerso;

  2. che nel frattempo nel 2016 si assuma, sul 50% dei posti disponibili, dalle Graduatorie ad Esaurimento e, nel caso queste siano esaurite, si attinga dalla seconda fascia delle Graduatorie d'Istituto;

Dal prossimo anno

  1. assunzioni con doppio canale: 50% da concorso e 50% da GaE (nel caso le GaE siano esaurite si attinga dalla seconda fascia delle GI);

  2. punteggio TFA: 3 punti invece di 5;

  3. punteggio dottorato di ricerca 3 punti invece di 5;

  4. servizio svolto 1 punto invece di 0,5;

  5. punteggio abilitazione massimo 10 punti: 5 punti fino a 75 (invece di zero), altri 5 punti (invece di 10) in maniera gradualmente crescente da 75 a 100.

data, 10 febbraio 2016

prof. Carlo Frattarolo

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