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Venerdì, 29 Luglio 2016

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La schizofrenia del legislatore: chi supererà il concorso non è detto che abbia il curriculum adatto all'insegnamento di quella materia. Lettera

di redazione
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Prof Gaetano Lorusso - Come ormai sapete, il nuovo bando per il concorso scuola 2016, contiene al suo interno le nuove cdc sia per materie scientifiche che per materie umanistiche. Personalmente trovo queste nuove classi già obsolete e decisamente poco conformi a quelle che sono le caratteristiche dell'istruzione superiore attualmente vigente in Italia.

Mi soffermerò più precisamente sulle cdc del ramo scientifico dove, per l'ennesima volta, si sta compiento un vero e proprio disastro sia dal punto di vista storico che sociale. Analizzo in maniera oggettiva la questione e chiedo, al leggente, di sgomberare la propria mente di pregiudizi faziosi e inutili in questo momento.Negli ultimi decenni la formazione universitaria Italiana, nell'ambio scientifico, è sempre più stata mirata alla specializzazione di settore, cioè, si sono formati sempre più utenti in uno specifico settore del ramo scientifico scelto. Questo, nel passare del tempo, ha portato alla nascita di svariate lauree riconducibili l'una all'altra ma che, in realtà, poco hanno in comune, almeno nei programmi.

L'attuale, ormai obsoleto, sistema di rinchiudere una specializzazione in un numero di una classe di concorso ha portato e porterà la necessità, da parte dei futuri docenti, di dover affrontare in selezione o, peggio, dover affrontare in aula materie nella quale non si è specializzati, con conseguente perdita di professionalità da parte del docente e di opportunità di sapere da parte dei discenti.

I programmi stilati per il prossimo futuro bando, sono un insieme di programmi universitari che, spesso se non sempre, non sono mai stati affrontati durante lo studio universitario ne specialistico. La questione non è di poco conto.

Preparare in due mesi, come anche in cinque o più mesi, materie delle quali non si è mai santito neanche il nome o il codice meccanografico non sarebbe facile per nessuno. Altrettanto vero che nessuno specialista di una materia affermerà, senza ipocrisia, di sapere tutto lo scibile possibile di quella materia.

Ben più grave è la schizofrenia legislativa. Preso atto del nuovo ruolo del DS dove, dovrà scegliere con criteri oggettivi, il docente adatto per quella determinata cdc o materia specifica che deve insegnare, ad esso non servirà un tuttologo ma, un docente
specializzato su quella materia, per poter proporre ai propri alunni un valido docente specializzato. Allora perchè non fermarsi a pensare. Tutte le materie scientifiche sono specialistiche e, non tutti gli insegnanti possono sapere tutto di tutto. Sarebbe anche inutile.

Scusate la deformazione personale ma, necessita un esempio.Es : quinnto anno di un istituto tecnico insegnamento ex 013 attuale 34 chimica e tecnologie chimiche, la materia è impianti chimici. Il DS che vorrà un docente di impianti selezionerà tra i vincitori di concorso coloro i quali hanno nel loro curriculum lo studio di quella materia. Perchè dovrebbe scegliere un insegnante specializzato di chimica organica?

Continuando per l'assurdo, estremo ma sempre possibile, mettiamo il caso che i vincitori di concorso siano tutti chmici analitici e organici, la richiesta del DS in questo caso rimarrebbe inevasa e si dovrà accontentare di un docente che ha il solo merito di aver passato il concorso pubblico. Un paradosso. Il rischio di un accorpamento così importante di classi di concorso, è esattamente questo. Colui il quale passerà il concorso non è detto che abbia il curriculum adatto all'insegnamento di quella materia. Sempre per esempio magari ha risposto a tutte le domende possibili fatta eccezione proprio per quelle che la scuola richiede.

Perchè continuare a sbagliare? I docenti presenti in seconda fascia, con maggior peso quelli che hanno sostenuto prove specifiche di specializzazione come quelli del TFA, hanno dimostrato di sapere, sia nel corso degli studi universitari, sia durante le
selezioni di accesso al TFA. Ogni università ha formato durante quei corsi, i docenti nell'ambito dell'università stessa, insegnando a insegnare le materie già presenti nel piano didattico e universitario dei partecipanti. Perchè ora si chiede di sapere tutto lo scibile umano?

Non sarebbe meglio verificare l'attitudine all'insegnamento e non richiedere nozioni che, visto il potere del DS, non serviranno a nulla visto che non saranno presenti nel curriculum richiesto dal Dirigente? Siamo difronte al paradosso. Le univerità specializzano, ma poi vogliono tuttologi. E' un grosso errore, un falso storico, un paradosso legato all'imbrigliamento del sapere in categorie sempre più confuse ma nello stesso tempo specialistiche.

Se mai un legislatore leggerà queste parole, si fermi un attimo a pensare, non soffermandosi solo su numeri e nozioni, ma sul vero significato di insegnamento. Chi di tutto sa un po di niente sa bene, è una frase fatta che prende origine da molti esempi che, attualmente, chi comanda i cambiamenti non vuole o non sa vedere.

Selezionate l'attitudine all'insegnamento, poi il curriculum indirizzerà il neo vincitore di concorso.Cordiali saluti

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